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Con
la visita in città degli iscritti al Fondo Ambiente Italiano
si è conclusa la “due giorni” di Primavera promossa
dall’organizzazione che, da venti anni, offre la possibilità
di visitare siti storici solitamente sbarrati al pubblico.
Il bilancio della manifestazione capuana è sicuramente
positivo visto il movimento di studenti e turisti che c’è
stato in città sabato e ieri e che ha portato, sicuramente,
buoni riscontri sotto il profilo economico per commercianti
che operano nel settore della ristorazione. Non tutto, però,
è filato liscio per quanto riguarda l’apertura dei
monumenti, ad iniziare dal Museo Campano che si è concesso
per solo sessanta minuti nella giornata di sabato.
Considerato l’orario di apertura, dalle 9 alle 10, quella
del Museo è parsa perlopiù una forzatura l’averlo inserito
nel cartellone della manifestazione. La sorpresa più amara,
invece, è stata la chiusura, segnalataci da alcuni
visitatori, della Real sala d’Armi. “Ci siamo dovuti
accontentare – ci dice una sinora di Caserta – di una fugace
visita esterna perché abbiamo trovato il cancello chiuso”.
Eppure il sito è stato inserito tra quelli accessibili nella
“due giorni” del Fai e aveva attirato la curiosità di molti
capuani che poco o nulla sanno dello storico sito. “Ci è
stato detto – ha affermato un giovane studente – che non si
trovavano le chiavi per l’apertura. Non sappiamo se era una
scusa ma se così stavano le cose il fatto è molto grave.
Evidenti, quindi, sarebbero le inefficienze dell’apparato
organizzativo”. Nella Sala d’Armi si poteva ammirare
l’imponente impalcatura sulla quale, un tempo, erano
custodite le armi, fucili da quanto si è appreso, di
notevole interesse storico. Eppure proprio i fucili
rappresentano uno dei misteri della Sala di via Andreozzi.
Non è chiaro, infatti, perché le armi, dopo i lavori di
ristrutturazione, non sono ritornate al loro posto. L’altro
mistero è il fatto che nonostante la Soprintendenza abbia
investito notevoli somme per ristrutturare l’importante sito
continui a tenerlo sotto chiave. Purtroppo, però, non è
l’unico sito a versare in queste condizioni e sono tanti,
troppi i monumenti inaccessibili nella nostra città. Un vero
e proprio scandalo per Capua che, invece, dovrebbe vivere di
monumenti e del turismo a loro legato. Il tutto nel silenzio
non solo degli amministratori che, probabilmente, potrebbero
fare la voce grossa nei confronti di altre istituzioni, come
la Soprintendenza, ma anche dei cittadini che, almeno in
larga parte, non sembrano interessarsi a queste
problematiche.
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