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In
città si diffonde l'allarme per le case popolari. Molte sono
le palazzine di proprietà dell'Iacp, istituto autonomo per
le case popolari, dislocate su tutto il territorio.
Centinaia e centinaia le famiglie che vi risiedono. E
proprio sulle residenze si scatena lo scandalo in città:
sono centinaia le case occupate abusivamente o vendute
illegalmente. Risale a circa cinque anni fa il più lampante
caso di occupazione abusiva che riguardava le palazzine
ancora in fase di costruzione di via Santa Maria Capua
Vetere, dove i dodici appartamenti vennero occupati durante
il mese di febbraio. Nonostante le continue intimazioni dei
carabinieri e degli ufficiali giudiziari, nessuno degli
occupanti ha mai abbandonato l'appartamento che aveva deciso
essere la propria abitazione. Da quel febbraio di cinque
anni fa, poco è cambiato: sette dei dodici abusivi sono
stati regolarizzati, i restanti cinque continuano a vivere
in modo non regolare nelle abitazioni, prive di rifornimento
idrico, prive di contratto per la fornitura dell'energia
elettrica. Medesima è la situazione degli appartamenti del
parco Madonna di Loreto, meglio conosciuti in città come i
mini appartamenti del rione Shangai. I due palazzi, che
ospitano circa trecento persone, sono stati negli anni
scorsi al centro di uno scandalo dovuto alla compravendita
delle chiavi dell'appartamento. Decine e decine, sono poi
stati gli appartamenti del complesso dell'Italposte dove una
sera di due anni fa un gruppo di famiglie irruppe nel parco
e si appropriò di alcuni appartamenti sfitti. Purtroppo,
infatti, gli occupanti abusivi, non contribuiscono in alcun
modo alle spese condominiali, a rendere puliti e decorosi
gli spazi condominiali comuni. Per questa ragione, giorno
dopo giorno, le case popolari ristagnano in un forte
degrado. "Siamo stufi di essere succubi di residenti che non
sono regolari. Per anni abbiamo autonomamente provveduto a
rendere le aiuole dei nostri palazzi, le scale, i
pianerottoli e gli ascensori sempre puliti e sistemati. Da
quando sono venuti gli occupanti le spese condominiali sono
solo un obbligo di una piccola porzione di residenti",
afferma Annarita Moro, 60 anni, membro del comitato delle
case popolari di Capua. Più volte abbiamo chiesto al sindaco
di intervenire, non è mai stato fatto nulla. Medesima la
reazione dei carabinieri. Decine di volte abbiamo denunciato
che alcuni residenti si allacciavano abusivamente ai
contatori dell'energia elettrica pubblica, solo dopo un anno
sono intervenuti. In alcuni casi siamo stati costretti ad
interrompere il contratto con l'Enel per l'energia elettrica
degli spazi comuni perché spesso gli occupanti si
allacciavano alla rete condominiale". Quando le viene
chiesto della reazione dell'Istituto autonomo per le case
popolari, afferma: "Purtroppo non possono fare nulla. Molti
occupanti hanno famiglie numerose con bambini a carico,
altre hanno anziani o portatori di handicap con sé, quindi
non possono essere cacciati. Ma a pagarne le spese siamo
sempre e comunque noi regolari residenti che, dopo
trent'anni che viviamo in queste case, dopo che abbiamo
sempre regolarizzato la nostra situazione, siamo costretti a
subire questi atti". |