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In
sordina, all'interno della sala consiliare del Comune di
Capua, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del
Cad (il Centro di Ascolto del Disagio), di cui fa parte
anche l'architetto Grazia Canuto membro della commissione
ambiente di Bruxelles. Senza voler entrare nel dettaglio di
quello che è il Cad, l'argomento di maggior rilievo emerso
dalla conferenza è senza dubbio il progetto di un
dissociatore molecolare da 'piantare' a Capua. Un progetto
che verrà presentato nei prossimi giorni in occasione di
un'apposita conferenza di servizi. La dissociazione
molecolare, a quanto pare, potrebbe risolvere tutti i
problemi inerenti l'impatto ambientale. Ecco come lo
presenta l'architetto Grazia Canuto a cui fa seguito
l'inchiesta realizzata dalla nostra redazione nel marzo 2008
in concomitanza con il progetto (mai più realizzato) del
consorzio di comuni della Valle Vitulanese in provincia di
Benevento.
GRAZIA CANUTO -
"Il
terzo Millennio sposa l’innovazione tecnologica della
dissociazione molecolare, in quanto determina un impatto
ambientale praticamente nullo. In base ai dettami della
nuova normativa europea, lo sviluppo di programmi di
produzione di energie rinnovabili, finalizzate ad evitare la
quasi totale dipendenza dall’Ucraina, dalla Russia, dalla
Francia e dai Balcani, si sta muovendo verso progetti di
riduzione di CO2 (anidride carbonica) e di sostanze azotate
nell’atmosfera. A tale proposito, i maggiori esperti, a
livello mondiale, sono orientati su sistemi evoluti di
engineering. In questa prospettiva, la dissociazione
molecolare e la gassificazione pirolitica sembrano la vera e
propria rivoluzione ingegneristica della new age. Recenti
articoli firmati da ingegneri di fama internazionale
riportano, infatti, pareri estremamente negativi in merito
ai processi di digestione, date le elevate emissioni di
metano che contestualmente fuoriescono dagli impianti,
generalmente obsoleti ed assolutamente insicuri sotto il
profilo della tutela e della sicurezza della salute
pubblica. Maggiormente favorevole, invece, il giudizio
relativo agli impianti di dissociazione molecolare, che
garantiscono, peraltro, nessuna emissione nociva ed un
impatto ambientale insussistente. Il procedimento di
dissociazione, che si concretizza con modalità
termo-chimiche, permette di scomporre le sostanze organiche
trasformandole in forma gassosa. Il trattamento prevede la
gassificazione o un mix di gassificazione e pirolisi, e
quindi una combustione in carenza di ossigeno. In queste
condizioni, si ha una disgregazione dei rifiuti solidi e la
produzione di syngas, che può essere usato come un normale
combustibile gassoso. L’efficienza energetica è maggiore
rispetto alla combustione e, quindi, si pone come metodo
sostitutivo dell’incenerimento a recupero energetico o della
combustione di biomassa ai fini energetici.
LA NOSTRA INCHIESTA
(MARZO 2008) -
Ecco i link in cui
trovare le nostre inchieste. Dall'esempio proveniente dalla
comunità di Husavik a quello di Barcellona, passando per i
problemi di applicabilità pratica in Italia e soprattutto
nelle regioni meridionali:
http://www.interno18.it/rubriche/1445/dissociatore-alternativa-o-nuovo-i...
http://www.interno18.it/rubriche/husavik-e-la-sua-isola-felice
http://www.interno18.it/rubriche/barcellona-castelpoto-mai-cosi-vicine |