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È
stato inaugurato a Capua a dicembre, nell’ex Chiostro dei
Carmelitani di via Asilo Infantile, già sede dell’ITC
“Federico II”, il Museo Civico di Arte Contemporanea Terra
di Lavoro, con annessa Cittadella dell’arte. La struttura,
ricondizionata e riportata all’antico splendore per
l’occasione, si presta come ideale scenario per
l’esposizione di pregiate opere di artisti contemporanei e
di famosi maestri della nostra città e si impegna a
rispettare rigorosamente la custodia e la produzione di idee
di forte valenza e umanità espresse nei linguaggi
decisamente evoluti.
Patroni dell’evento
sono stati il Sindaco della Città di Capua Dott. Carmine
Antropoli e l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi urbana Mons.
Bruno Schettino, entrambi raggianti per la riuscitissima
manifestazione di apertura del polo dell’arte capuana.
Era inoltre
presente il Commissario Prefettizio per la Provincia di
Caserta Dott. Biagio Giliberti, che si è detto “entusiasta
per questa perla della Terra di Lavoro che, quale terra
stupenda e ricca di tesori, deve cessare di essere ormai
esclusivamente legata ai fatti di malavita tristemente noti
a tutta la nazione”. “E’ auspicabile l’avvio di altre
iniziative di carattere culturale che facciano fiorire
giovani talenti, valorizzino le potenzialità del nostro
territorio e invoglino i visitatori a confluirvi” ha
concluso il Prefetto Giliberti. La sovrintendenza della
struttura culturale, che vedrà gli atelier degli artisti
aperti almeno una volta alla settimana, è stata affidata a
Monsignor Giuseppe Centore storico capuano di fulgida fama e
già direttore emerito del Museo Campano di Capua; il settore
amministrativo e la direzione artistica saranno, invece, a
cura di Gianni Vinciguerra.
Hanno dato lustro e
valenza culturale alla manifestazione la Prof.ssa Rosanna
Cioffi, del comitato tecnico scientifico, la Prof.ssa Gaia
Salvatori, docente universitaria di Storia dell’Arte e
Andrea Vinciguerra della cooperativa culturale Capuanova.
A conclusione della
cerimonia di apertura è stato offerto un rinfresco ai
numerosi convenuti all’interno del rinnovato chiostro
cinquecentesco dei Carmelitani, nel quale erano
custoditi e venerati il “soggolo” di Santa Maria Maddalena
de’ Pazzi ed un immagine dell’Ecce Homo.
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