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Di: Ernesto Genoni


Capua: Progetto Tharaka, cena di solidarietà per Kamole

Lago di Kivu

Nell’ambito delle iniziative della quarta edizione del “Progetto Tharaka”, organizzate dalla comunità parrocchiale della chiesa dei santi Filippo e Giacomo, retta da don Gianni Branco, in calendario “La Napoli della Belle Epoque a tavola”. La serata, in programma per sabato 16 gennaio prossimo, con inizio alle ore 20.00, offrirà un vasto repertorio della nostra più apprezzata tradizione culinaria al servizio della Carità e del Dono. Una serata di solidarietà, con il vescovo Mons. Bruno Schettino, in favore di paesi africani a cui prenderanno parte anche Sindaci ed Amministratori locali.

Il "Progetto Tharaka", che conserva il nome della prima regione dell'Africa che la comunità parrocchiale di don Gianni ha sostenuto, quest’anno è rivolto a un piccolo centro di un’isola del lago Kivu, uno dei grandi laghi africani a 1460 s.l.m, tristemente noto per accogliere i corpi delle vittime del genocidio ruandese e in tempi più recenti per la guerra civile nelle regioni del Nord-Kivu e Sud-Kivu.

“Quest'anno, - ha commentato don Gianni Branco - grazie al suggerimento provvidenziale del padre caracciolino Raffaele Mandolesi che per molti anni ha compiuto la sua missione nel continente africano, la meta missionaria sarà Kamole, la neonata parrocchia, sull'isola di Idjwi, al centro del lago Kivu, nell' Arcidiocesi di Bukavu nella Repubblica Democratica del Congo.

Tanti nomi ancora difficili da pronunciare ma che già si fanno spazio nei nostri cuori per un concreto aiuto in una situazione di grande difficoltà. Una scelta che arriva al termine di un percorso di collaborazione e condivisione con la comunità dei padri caracciolini iniziata in occasione della festa liturgica di San Francesco Caracciolo, fondatore dei Chierici Regolari Minori e compatrono di Napoli, ai quali è stata affidata la nuova missione. A Kamole intendiamo aiutare a costruire, con la nostra solidarietà, un centro di ginecologia, di maternità e uno di neonatalogia come già fatto l’anno scorso per Mbweni in Tanzania”.

Il vasto territorio che ci è stato affidato – ha ricordato padre Raffaele Maldolesi - conta circa trentamila abitanti è privo quasi completamente di strade. I cristiani nella loro povertà lì hanno in passato costruito una chiesa con annesso un locale che fa da sagrestia, ma di tutta la costruzione sono riusciti a tirare su solo il grezzo coperto da lamiere, il pavimento è in terra battuta, senza porte e finestre, senza altare. Questo è tutto quello che c’è per ora”.

Di rilievo l’azione dell’Arcidiocesi di Bukavu dal 1950 in Congo che con 71 sacerdoti, tra secolari e regolari, e battezzati 9,8% è arrivata oggi, su una popolazione di 1.714.707, a contare ben 195 sacerdoti e 34 parrocchie con più del 56 % della popolazione battezzata.

Ai nostri confratelli pionieri li attende un impegno non indifferente per organizzare l’attività pastorale in mezzo a tante difficoltà come: l’adattamento all’ambiente, la povertà di mezzi, la pratica della lingua…

A Kamole c’è bisogno di tutto: un centro parrocchiale dove risiederanno i Missionari; porte finestre pavimento e altare per la chiesa, luogo indispensabile per la comunità cristiana, come luogo di incontro, di preghiera e di festa (fa parte della cultura africana); per poi continuare con una scuola elementare per offrire ai bambini una struttura più accogliente che sostituisca l’attuale che è fatiscente e un piccolo centro sanitario, di cui la zona è completamente priva. La popolazione locale nella sua povertà contribuirà con la mano d’opera e la costruzione dei mattoni. Possano fermare la parola di Dio. Posta nel cuore di ogni credente, essa è resa credibile ai fratelli più lontani dalle nostre scelte di vita.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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