Scrivi in Redazione | Archivio Reportage | Chat  | Forum | Pubblicità su Capuaonline | Comunicati Stampa
                

  
 

Mailing List di Capuaonline. Scrivi   qui sotto  la  tua e-mail e sarai aggiornato sulle novita' del sito, di Capua e dintorni !

 

IscrivitiCancellati

 Menu'

 Home Page
 Numeri Utili
 Eventi & Manifestazioni
 Meteo
 Chat
 Forum 
 Un occhio sul mondo
 Orario Sante Messe
 Ospedale Palasciano
 Farmacie di turno
 Pubblicita'
 Autori

Archivio Eventi

 Archivio Reportage
 Comunicati Stampa

 Archivio Articoli  !!

 Capuani Famosi
 Le interviste politiche

Di: Marinella Paesano

Da: Ilmediano.it


Capua: Acerra contesta teoria di don Centore su origini di Pulcinella

Si riaccende il dibattito sulle origini di Pulcinella. A creare scompiglio nel popolo acerrano è stato un libro pubblicato da don Giuseppe Centore, direttore emerito dell’Istituto superiore di scienze religiose e del museo campano di Capua.
Lo studioso, con dati alla mano, priva la cittadina napoletana della paternità della popolare maschera. «Pulcinella è stato inventato dal drammaturgo capuano Silvio Fiorillo nel ’600», spiega don Giuseppe Centore, filosofo e storiografo molto apprezzato. Ma Acerra reagisce: qui, dove vi è la sede di un ricco museo, dedicato proprio alla popolare maschera, non sono molto d'accordo a perdere questo grande privilegio, Acerra che vanta addirittura di aver ritrovato la casa dove è nata e vissuta la maschera più famosa della commedia dell’arte. Il più grosso ostacolo è che mancano le fonti scritte.
In realtà dove e da chi sia nato Pulcinella non è dato sapere, molti eminenti studiosi e letterati come Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo e Anton Giulio Bragaglia si sono impegnati in queste ricerche, senza mai poterlo stabilire con certezza.

Anche l'acerrano più illustre, Gaetano Caporale, studiò con attenzione la tradizione pulcinellesca e non volle sentir ragioni quando si parlava di spirito campanilistico, anzi lanciò strali ironici contro chi riteneva di provare che “quattro e quattro fanno otto, qual è la precisa contrada che dette i natali al tipo buffo napoletano” (G. Caporale, "Piccolo contributo alla ricerca su la origine e storia di Pulcinella").
Verso chi cercava di ritrovare i luoghi natali di Pulcinella, Caporale seguì il suo istinto spiegando che Pulcinella rappresenta un "mito-scena... un carattere generico della bassa commedia... un personaggio immaginario ed impersonale" e a crearlo fu un famoso poeta della fine del Quattrocento, Luigi Pulci. Infatti, dal suo cognome, combinato con la preposizione "nella" potrebbe derivare il nome della maschera. Caporale addirittura trasferiva la nascita di Pulcinella a circa seicento chilometri da Acerra. E tutto questo perché mancano fonti scritte.
Pulcinella è un personaggio della commedia dell'arte e, secondo i cultori acerrani, a dargli individualità sono stati i contadini dell'entroterra campano, con il loro carattere sagace ed arguto ma profondamente saggio. Ma ciò non fornisce verità.
Pulcinella, come dice il sindaco Tommaso Esposito, "è cittadino napoletano. Il primo testo in cui si parla di Pulcinella è scritto da Silvio Fiorillo, che, nato all'incirca nel 1560, fu il primo a portare ufficialmente in scena la figura di Pulcinella. Fiorillo viene anche ricordato come il primo commediografo pulcinellesco, essendoci giunta una sua commedia intitolata: "La Lucilla costante, con le ridicole disfide e prodezze di Pulcinella" (1632).
Fiorillo, insieme al figlio Tiberio, diventa famoso; trasferitosi in Francia, inventa il personaggio di Scaramouche e porta sulle scene della commedia dell'arte le "Pulcinellate", per cui, per gli studiosi, poiché il primo testo letterario è stato scritto da un autore ed attore di origine capuana, Pulcinella è nato a Capua.
"Si confonde il primo attore con il primo Pulcinella". Continua Esposito: "Le cose non stanno così, perché ci sono una serie di canovacci, soprattutto nei retaggi della tenuta di Casamarciano, in cui ci sono tanti altri Pulcinella antecedenti a questo periodo. Un'antica tradizione lega comunque Acerra a Pulcinella, che è una tradizione ben anteriore a quella scritta, per cui noi riteniamo a maggior ragione che sia acerrano, dobbiamo rivendicare questo orgoglio di avere questa maschera nella nostra Acerra".
Pulcinella, non nasce secondo una sola versione, nasce secondo tante versioni, perché è una delle maschere che nel tempo ha rappresentato più che altro il rapporto con il popolo, per cui anche il napoletano medio è considerato un grande Pulcinella.
Questo personaggio è finito sul presepe, è finito su un campanile del 1600! "A Montepulciano, infatti, afferma Tommaso Esposito, sul campanile della chiesa più famosa, c'è un Pulcinella che batte le ore, poiché il vescovo di allora era originario di Napoli, sostituì il moro che batteva le ore con Pulcinella. Questo per dire che la maschera viene portata in dote da ogni napoletano, questo nel '700, come nell'800 soprattutto, poi fino a tutto il '900, cosa diversa riservato ad altre maschere. Ecco perché, conclude il primo cittadino di Acerra, Pulcinella va oltre i confini, va oltre il tempo. Che sia nato ad Acerra per noi deve essere un'occasione anche d'investimento".
Tanti autori hanno rappresentato la maschera più popolare del carnevale e fra i tanti, un acerrano ne ha dato un grande impatto, Vittorio Piscopo, pittore, scenografo futurista.

Piscopo era fermamente convinto che Pulcinella fosse acerrano, ciò lo si evince da uno scritto del professor Aniello Montano: "I Pulcinella di V. Piscopo" in cui troviamo che "la tesi dell'origine acerrana di Pulcinella è sostenuta da una sequela di autori. Già Celestino Guicciardini nel Mercurius Campanus del 1667 faceva riferimento agli acerrani a proposito della maschera "Quo evenit ut miseris acerranis ab histrionibus nova sit in theatris ad ludibrium corporis adaptata persona".
L'abate Pacichelli nel 1693 esplicitamente indicava Acerra come patria di Pulcinella. Ed inoltre riferirono in qualche modo la maschera ad Acerra Andrea Perrucci, Giacinto Gimma, Diego Frisari, Nicola Lettieri, Ferdinando Galiani, Pietro Napoli Signorelli e molti altri ancora".
La napoletanità di Pulcinella è stata romanzata, a partire dall'età romantica, quando si volle vedere nel "cetrulo" di Acerra la maschera nazionale, il rappresentante tipico del popolo napoletano e Pulcinella, dal canto suo, fece di tutto per somigliare all'immagine che gli veniva attribuita. Pulcinella è indubbiamente una creazione napoletana, ed i napoletani, hanno da sempre sentito il bisogno di immaginarlo nato ad Acerra.
Per concludere, come affermava Vittorio Piscopo, se proprio bisogna dare una patria alla maschera, lasciamo che sia quella maggiormente accreditata nel corso della storia.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

Museo Campano

Visita Virtuale

Altri servizi

Autocertificazione
Scuola di Cucina
Dicono di noi...
Amici di Capuaonline

Un po' di Storia

Storia & Monumenti

Foto Story

Raccolte fotografiche
 
 

Tutti i diritti sono riservati - Capuaonline®  e' un marchio registrato