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Oltre
la storia, il degrado. Il tutto, a pochi passi dalla lapide
marmorea deposta in ricordo del giovane Carlo Santagata,
eroe della resistenza ed orgoglio della cittadinanza
capuana. Oltre la quercia, un’altra storia, quella del
degrado urbano marchiato “new age”.
È
la storia di via
Cappuccini, un piccolo fazzoletto di terra stracolmo di
buche, in cui fango e pietre disegnano una realtà poco
incoraggiante per i residenti locali. La strada, alle spalle
della Nazionale, presenta infatti numerosi avallamenti del
manto, oltre che diversi cedimenti in corrispondenza di
alcuni tombini. I disagi hanno avuto inizio a luglio, quando
l’asfalto - che ricopriva gran parte della via - fu rimosso
per alcuni di lavori di ripristino della condotta fognaria,
cui si sono aggiunti, nel tempo, anche quelli di attivazione
degli impianti di pubblica illuminazione. Da allora, la vita
degli abitanti del posto è cambiata. A causa delle
abbondanti piogge che si sono succedute nei mesi, la strada
– sottoposta ad una sottile coperta di brecciame, ha
incominciato inevitabilmente a deformarsi, subito
evidenziando pericolose buche. Ad oggi, il maltempo è il
nemico numero uno dei residenti di via Cappuccini. L’acqua,
che si deposita all’interno degli invasi stradali, forma
contestualmente una densa coltre fangosa che impedisce loro
di percorrere a piedi il breve tratto che li separa da via
S. Maria C.V. La situazione per chi viaggia in auto non
cambia. Per le donne in dolce attesa, onde evitare incauti
sobbalzi, la velocità praticabile è di cinque chilometri
orari, o forse anche meno. Ma non cambia lo scenario per gli
altri automobilisti, costretti a percorrere lentamente la
piccola e bistrattata arteria. Nel frattempo, resta
l’auspicio di un’immediata e fattiva conclusione dei lavori.
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