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Da: Denaro.it - Eleonora Tedesco

 


Capua: Concepita Irene, sonda Hi-tech. Esperimenti al Cira

L'Agenzia spaziale italiana guarda al Polo High-Tech di Napoli Est e scommette sul consorzio Ali per un progetto di fattibilità finalizzato alla costruzione di una capsula di rientro, capace di raccogliere materiale nell'atmosfera e di monitorare, dallo spazio, la crosta terreste. Il satellite si chiama Irene ed è già nella storia perché è la prima volta che Pmi campane dell'aerospazio si aggiudicano una commessa di tale prestigio. "I nostri imprenditori", commenta il presidente di Ali, Giovanni Squame "vogliono con questo risultato inviare un messaggio agli Enti locali perché guardino a questa area come a un bacino d'imprese d'eccellenza, professionali e all'avanguardia, una risorsa inestimabile per la città". Il riconoscimento alla serietà, professionalità ed eccellenza delle piccole e medie imprese del Consorzio Ali, inserite nel Polo Hi- Tech dell'area Orientale di Napoli. Dall'Agenzia spaziale italiana giunge una commessa storica: Irene, prototipo di satellite destinato a scandagliare e monitorare l'atmosfera terrestre sarà realizzato a Napoli est. L'Agenzia ha affidato ad Ali il progetto di fattibilità attraverso il quale saranno individuati i punti critici e sarà avviato un esame sui materiali.

"L'Agenzia spaziale italiana" spiega Mario Cosmo, direttore dell'ufficio di Ingegneria e dei Progetti, "ha come sua mission lavorare con imprese, centri di competenza e consorzi per valorizzare i progetti di particolare eccellenza", in particolare ai consorzi viene riconosciuto il valore aggiunto di mettere a sistema le competenze. "In Campania - fa notare spiegando il motivo della scelta - è molto forte la tradizione della ricerca e dell'elaborazione di tecnologie su aerodinamiche di ritorno di alta velocità e sull'iperdinamica, in più il Consorzio Ali ha grandi competenze. In più è coinvolto il Cira, che per l'agenzia è un punto di riferimento". Gli esperimenti sui materiali e sulle varie fasi dell'elaborazione, infatti saranno effettuati nelle galleria del Centro di competenze di Capua. Irene è una capsula di rientro, per adesso pensata senza astronauti, che potrà riportare sul suolo terrestre materiali o campioni prelevati dallo spazio e che, in più è in grado di raccogliere pulviscolo atmosferico che a terra sarà poi analizzabile. A questo primo punto di valore scientifico si aggiunge il fatto che Irene può monitorare la crosta terreste e quindi le immagini possono essere impiegate in campo ambientale, per il controllo anti incendio, per l'osservazione della stabilità dei suoli, nonché dei fabbricati, ma anche per il controllo dell'abusivismo edilizio. "Tornare a terra dallo spazio non è cosa semplice - fa notare, Mario Cosmo - perché è fondamentale dissipare energia e per fare ciò servono materiali all'avanguardia e tecniche di controllo sofisticare".

Come spiega il presidente di Ali Giovanni Squame, il progetto avrà un costo di 900 mila euro e sarà portato avanti in assoluta sinergia con Mars, il Centro di ricerca di Gianturco, con l'Università e con l'osservatorio di Capodimonte. "Essere stati scelti - aggiunge Squame - oltre a dare ai nostri imprenditori il giusto lustro, è il riconoscimento a livello nazionale dell'attenzione e del valore che viene dato al settore dell'aereospazio campano, e allo stesso tempo un segno per l'amministrazione di un tesoro nella Zona Est". Irene, se supererà il progetto di fattibilità, potrà essere impiegata sulla Stazione spaziale o su altri pianeti, Cosmo non smentisce una forte attenzione anche da parte dell'Agenzia spaziale europea. Grande soddisfazione viene espressa anche da parte del presidente del Polo Hi – Tech, Norberto Salza: "Si tratta di una dimostrazione della vitalità e del peso del settore dell'aereo spazio nella nostra regione e in particolare nell'area Est".

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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