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Leporano,
Cerreto Sannita, Capua e ritorno a Leporano: nell’arco di
tempo di poco più di una settimana, sono stati meravigliosi
vertici di un triangolo dove è stata rappresentata la storia
della Chiesa di Cristo e la cristologia l’essenza delle
riflessioni nel corso delle omelie. Tre mirabili centri di
spiritualità, fra i più frequentati dai fedeli, vertici di
un triangolo che simboleggia la Trinità, lodata in modo
speciale da Madre Micheli che, da suora, assunse il nome <Serafina>
‘per rassomigliare agli angeli nel lodare la Santissima
Trinità’. Bene, a Leporano, don Luigi Maria Marone, pastore
dei “Figli della Divina Passione”, nel pieno della sua
ultima, squisita omelia evidenziava – anticipando la nostra
lettura di alcuni passi di un saggio dedicato alla Madre
Fondatrice delle Suore degli Angeli Adoratrici della SS.
Trinità - su come tutti possano essere santificati. “Una
volta la beatificazione, la santificazione” – sottolineava
don Luigi – “era una prerogativa esclusiva del clero, degli
appartenenti ai vari ordini religiosi; oggi invece tutti
possono aspirare alla santificazione, tutti possono
diventare santi; sì, perchè per diventare santi non è
affatto necessario fare cose eccezionali; è sufficiente
vivere la quotidianità con estrema semplicità, facendo cose
assolutamente normali, vivere nella grazia del Signore,
praticare la carità”. Presso il Santuario di Leporano, con
la benedizione di Maria SS. ad Rotam Montium e la guida
spirituale di padre Franco Amico, è nata la vocazione ed è
cominciato il percorso che hanno portato don Luigi Moretti
all’ordinazione sacerdotale. Intanto, nella Cattedrale della
vicina Cerreto Sannita, S. E. Mons. Angelo Amato, Prefetto
della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto –
concelebranti Mons. Michele De Rosa, vescovo della locale
diocesi, Mons. Bruno Schettino, arcivescovo di Capua, Mons.
Arturo Aiello, vescovo della diocesi Teano-Calvi, Mons.
Mario Milano, vescovo di Aversa, e Mons. Francesco Marino,
vescovo di Avellino - una S. Messa di ringraziamento al
Signore per il titolo di
Venerabile
conferito dal Santo Padre, Benedetto XVI, il 3 luglio u.s.,
alla Serva di Dio, Suor Maria Serafina, Fondatrice
dell’Istituto Suore degli Angeli. Che, fin da piccola –
erano i tempi dei moti liberali della restaurazione e
popolari delle rivoluzioni, delle prime riforme, delle crisi
profonde e continue, delle lotte fra classi sociali – mise
in evidenza una personalità forte, manifestando allo stesso
tempo una insofferenza, una irrequietezza, una certa
ribellione verso regole che non sentiva sue. Ispirata e
protetta dal suo angelo custode, inculcò dentro di sé -
facendoli propri - gli insegnamenti impartiti dalle suore
frequentate da giovinetta (vegliavano di notte sugli infermi
e nei momenti liberi anche dagli studi si dedicavano a tanti
lavoretti manuali) e, nel periodo di permanenza in Germania,
dalle suore di Eppendorf ed Essen (obbedienti alla Chiesa ed
ai Pastori ed al rispetto dei tempi liturgici e religiosi,
affiancavano con grande dignità e vigore la pratica della
carità verso i malati). Fuggì tuttavia da Roma, oppressa sia
da uno ‘status’ che non accettava sia per portare a
compimento il suo disegno, realizzare quanto si era
prefisso. Suor Maria Serafina, per quanto realizzato, è
stata nel ‘suo piccolo’ – chiediamo venia per il paragone
che non vuole essere per nulla irriverente – la Madre Teresa
di Calcutta del suo secolo. Ora Roma, quella Roma dalla
quale si allontanò l’ha elevata al ‘rango’ di
Venerabile
in riferimento al carisma ecclesiale, alla spiritualità
angelica, alle opere, alle virtù eroiche rappresentate in
una Postulatio
analitica, minuziosa, dettagliata –
non è stato trascurato il minimo particolare sulle tracce
del lungo percorso effettuato da Madre Serafina – curata da
Suor Giuseppina. Per questa straordinaria figlia ed erede
spirituale della Fondatrice del suo ordine di appartenenza,
donna infaticabile, dalle doti non comuni, di spiccata
intelligenza, di una cultura vasta e profonda, la S. Messa
di ringraziamento al Signore celebrata a Cerreto Sannita “È
stata un’apoteosi”. Quindi, un breve spostamento presso la
Cattedrale di Capua – gremita all’inverosimile, presenti
autorità militari ed i sindaci di Capua, Macerata Campania e
Portico - dove S. E. Mons. Bruno Schettino ha ordinato
presbiteri i diaconi Raffaele D’Agosto, Luigi Moretti e
Pasquale Violante. Una celebrazione di elevato valore
spirituale e particolarmente commovente ed emozionante:
dalla presentazione dei tre diaconi, all’impegno degli
eletti, dalla prostrazione degli stessi alla promessa di
‘filiale rispetto ed obbedienza’ sia a s. E. Mons. Schettino
che a suoi successori, dall’imposizione delle mani e
preghiera di ordinazione alla vestizione degli abiti
sacerdotali, dall’unzione crismale alla consegna del pane e
del vino, all’abbraccio di pace, al momento della
comunione. Il neo presbitero don Luigi Moretti, nel giorno
in cui la Chiesa celebra l’esaltazione della Santa Croce, è
ritornato laddove aveva iniziato il percorso sacerdotale:
Santuario di Leporano per celebrare la sua terza S. Messa in
onore della Madonna, Maria SS. ad Rotam Montium, ed in
ossequio anche a don Franco, insostituibile guida
spirituale. |