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Vetrella
ha inserito il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali di
Capua nel panorama internazionale delle eccellenze
investendo sugli uomini, sui ricercatori, sui cervelli.
Questo il motivo che, secondo Jean Jacques Dordain,
direttore generale dell'Esa, Agenzia Spaziale Europea, ha
spinto gli organizzatori dell’Accademia Tiberina a
consegnare a Sergio Vetrella (nella foto a destra) il premio
«I Grandi della Campania», quinta edizione. «Ed è il primo
anno che - spiega l'avvocato Francesco Petrella, presidente
dalla sezione campana dell'Accademia - il premio si
arricchisce della medaglia conferita direttamente dal
Presidente della Repubblica». Sergio Vetrella, in qualità di
presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana e del Cira di
Capua, ha acceso i riflettori della comunità scientifica
europea sulle eccellenze italiane, tracciando una strada che
i suoi successori seguiranno, mentre lui continuerà ad agire
sul tavolo politico e istituzionale in virtù della carica di
senatore che gli elettori gli hanno conferito nella scorsa
tornata elettorale. Dordain ha anche posto l'accento sulla
necessità, per l'Italia, di spingere con maggior impegno e
sforzo sugli investimenti da predisporre per la ricerca, in
un periodo di crisi che rischia di annullare quanto
costruito in tanti anni. Tra gli elogi dei politici e del
mondo accademico presente al Teatro di Corte della Reggia
ieri mattina, solo Sergio Vetrella ha parlato delle sue
azioni fallite: «Ho sperato che si puntasse sul sistema
Italia che avevo in mente avendo il doppio cappello di
presidente dell'Asi e del Cira. Coniugare insieme il
progetto Vega dell'Asi e due progetti Cira, Uav (velivolo
aeronautico senza pilota) e Usv (velivolo spaziale senza
pilota), e forti di impianti di prova unici al mondo come la
galleria del vento al plasma del Cira, l'Italia poteva
ottenere il predominio scientifico e tecnologico sul campo
dei velivoli spaziali di rientro». Ma Vetrella non ha smesso
di crederci e aggiunge: «Come politico lavoro ancora
all'idea, soprattutto perché credo nei cervelli che hanno
reso possibile il mio successo al Cira e all'Asi. Penso
infatti che il riconoscimento ricevuto oggi sia loro quanto
mio». |