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Un
ingegnere casertano, Carlo Santagata, socio della Società
Italiana di Fisica (SIF), che lo scorso anno aveva messo in
palio un premio da 25 mila dollari per chi sarebbe riuscito
a sottoporre a verifica sperimentale alcune nuove formule di
fisica quantistica, prende spunto da una recente
trasmissione di Superquark (andata in onda su Rai Uno lo
scorso 9 luglio a cura del fisico Paco Lanciano) per
contestare la legge di caduta dei gravi formulata da Galileo
Galilei. «A novembre del 1985 – spiega l'ingegnere orginario
di Capua (Caserta) - la Liguori Editore di Napoli pubblicò
un mio lavoro dal titolo Considerazioni sul Principio di
Relatività Generale, con il quale facevo tra l'altro vedere
che la Legge di caduta dei gravi formulata da Galileo
Galilei circa 400 anni fa (secondo la quale, in assenza di
aria, una piuma ed un carro armato, se lasciati cadere
insieme da una certa altezza, raggiungerebbero il suolo
contemporaneamente) non corrisponde al vero. E' immediato
giungere a questa conclusione secondo la quale il corpo più
pesante raggiungerebbe il suolo prima della piuma in un
tempuscolo, ancora oggi, di difficilissima determinazione
sperimentale. E' quanto si riesce a stabilire teoricamente e
con formule ben precise in base alla Legge di Gravitazione
Universale dell'insuperabile Newton il quale non se ne rese
affatto conto (v. Sui Paradossi di Newton Longobardi Editore
(2002) oppure www.carlosantagata.it On Newton's Paradoxes)».
Secondo l'ingegnere Santagata, «la Scienza Ufficiale,
nonostante le più varie sollecitazioni, nascondendosi dietro
un dito, si ostina a difendere la formulazione data da
Galileo, anche perché essa costituisce uno dei postulati
fondamentali della Relatività Generale e quindi, a tutto
scapito del conseguente e massiccio progresso scientifico
che sta dietro questo primo newtoniano risultato, nega
questioni di inestimabile grandezza scientifica ed il motivo
si intuisce facilmente». Nel 1986 in un convegno tenutosi a
Palazzo Serra di Cassano (Napoli), il grande fisico italiano
Tullio Regge convenne con me (vedi terza legge di Keplero
che si deduce dalla teoria di Newton e che contiene le masse
dei pianeti) che con Newton la legge di Galileo subisce una
rilettura nel senso già detto ma, da buon difensore della
Relatività Generale, egli sosteneva che l'effetto era così
piccolo e tale da non inficiare la teoria di Einstein. Una
questione che porta molto lontano e che l'ingegnere
Santagata si riserva di approfondire con un articolo
specifico che apparirà sul suo sito www.carlosantagata.it. |