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Dopo
la visita del sindaco, Carmine Antropoli, in Tanzania per
l'inaugurazione di un reparto di maternità e di pediatria
intitolato alla città di Capua, fioccano le proteste del
personale medico ed infermieristico a riguardo. Purtroppo,
nonostante le molteplici missive che tutti gli impiegati del
Ferdinando Palasciano hanno inviato all'attenzione del Primo
Cittadino, non c'è mai stato un minimo accenno di interesse
riguardo le pessime condizioni in cui il nosocomio capuano
versa. “Mentre Capua rischia, giorno dopo giorno, di perdere
l’ospedale che da oltre un secolo opera sul territorio, il
Primo Cittadino non solo non si preoccupa di sensibilizzare
la questione al livello politico, ma provvede altresì ad
inaugurare un reparto chirurgico in Tanzania”.
Suonano quasi come
una beffa le parole di chi al Palasciano trascorre gran
parte della giornata, di chi, tra le corsie dell’ospedale
vive giorno dopo giorno le evoluzioni cliniche dei pazienti.
Dopo la chiusura del pronto soccorso, lo spostamento di
diversi reparti, tra cui proprio quelli di maternità e di
pediatria, dopo che il reparto di ortopedia, nonostante sia
attrezzato di apparecchiature di ultima generazione non
abbia un ortopedico in pianta stabile e dopo che l'unica
anestesista di cui i medici disponevano è stata trasferita
presso il polo ospedaliero Melorio di Santa Maria Capua
Vetere il personale si aspettava almeno un appoggio morale
per i sacrifici che quotidianamente vengono fatti per
mantenere in piedi la struttura ospedaliera.
"Turni massacranti,
straordinari non pagati, disponibilità ventiquattro ore su
ventiquattro e sette giorni su sette non sono necessari
nemmeno per avere l'appoggio morale del Sindaco, che altresì
impiega denaro pubblico ed energie per l'inaugurazione di un
reparto in Tanzania", afferma la rappresentanza del
Palasciano. "Il personale non mette in discussione il nobile
intento del Sindaco di dotare una nazione arretrata
dell'Africa di un nosocomio, ma noi stiamo combattendo da
anni per poter dare ai cittadini ciò che gli spetta e da
parte del Sindaco non ci è mai giunto nemmeno l'appoggio
morale, proprio lui che, essendo chirurgo, dovrebbe capire
immediatamente quali sono i nostri bisogni, le nostre
necessità".
Il polo ospedaliero
di Capua raccoglie i cittadini di gran parte della
provincia: “Abbiamo la responsabilità di centinaia e
centinaia di vite umane. Capua, Bellona, Vitulazio,
Camigliano, Pastorano, Triflisco e altri paesi e frazioni
dell’hinterland dipendono completamente dalla struttura
capuana. Qualche tempo fa chiedemmo al Sindaco di
intervenire per evitare il trasferimento a Santa Maria Capua
Vetere dell’unica anestesista di cui disponiamo per poter
provvedere ad effettuare le operazioni chirurgiche delle
oltre 350 persone che allo stato attuale si trovano in lista
d’attesa”, affermano dai reparti in funzione presso
l’ospedale Palasciano. Sono cariche di amarezza le frasi di
coloro i quali lavorano presso l'ospedale Palasciano, che
dopo gli anni d'oro dello scorso decennio purtroppo versa in
condizioni sempre peggiori.
"Il nostro
obiettivo è quello di tenere sempre sotto gli occhi di tutti
quanto avviene nell'ospedale capuano: se non verranno presi
provvedimenti da parte dell'Asl, sollecitati soprattutto
dagli esponenti politici, non potremo mai dare ai capuani
quanto gli spetta. Il diritto a ricevere le cure mediche è
inviolabile". |