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L'altra
mattina (16 ottobre, ndr) sono cominciati i lavori di
rifacimento del cosiddetto "Palazzo delle Cento Persone",
l'ex caserma posta in una traversa di corso Gran Priorato di
Malta e gli operai, che hanno riaperto dopo circa un
trentennio le porte della palazzina hanno effettuato una
triste scoperta: la palazzina veniva usata da
extracomunitari per bivaccare durante la notte. Sino a
giovedì mattina nessuno aveva mai sospettato nulla di
simile. La via in cui sorge la grande palazzina è quasi
totalmente disabitata e non sono pervenute segnalazioni di
alcun tipo alle autorità competenti né agli uffici comunali
per l'assistenza sociale.
LA SCOPERTA -
Quando l'altra mattina gli operai hanno ufficialmente
riaperto le porte dell'ex caserma hanno trovato diversi
cartoni sul pavimento, una vecchia cucina che funzionava con
una bombola, avanzi di cibo, vestiti usurati, effetti
personali e diverse coperte che dovevano servire a
proteggersi dal freddo dell'inverno che proprio in questi
giorni sta facendo capolino. Nessuna traccia però delle
persone che vi risiedevano. Verosimilmente si tratta di
extracomunitari, probabilmente provenienti dallo stesso
paese e che avevano trovato della palazzina abbandonata un
luogo dove ristorarsi e dove riposare durante la notte. Le
cattive condizioni igienico-sanitarie della palazzina, però,
lasciano presagire che la vita degli abitanti non è stata
molto semplice: a causa delle piogge fortissime delle ultime
settimane sono stati trovati dei secchi di plastica in
diversi punti per raccogliere l'acqua piovana e per evitare
che si allagassero i luoghi in cui queste persone
risiedevano. La mancanza dei servizi sanitari lascia
presagire che chi bivaccava nella palazzina delle Cento
persone usufruisse dei servizi della Caritas Diocesana o di
altri enti privati per lavarsi. Proprio per questa ragione i
servizi sociali del comune di Capua stanno provvedendo a
ricercare nei luoghi di assistenza della città queste
persone affinché vengano forniti loro i servizi essenziali e
affinché venga loro trovata una sistemazione adeguata per
affrontare la stagione invernale. Purtroppo casi come questo
non sono rari nonostante Capua sia una piccola realtà.
Durante lo scorso inverno un barbone fu aiutato dal parroco
e dalla comunità della Chiesa di San Giuseppe, sita in via
fuori porta Roma, dopo che era stato trovato in condizioni
estreme in una traversa di via Brezza. Purtroppo gli
extracomunitari che occupano abitazioni abbandonate per
rifuggire dal freddo e dalle condizioni atmosferiche avverse
sono numerosi ed è necessario che vengano tutti censiti ed
assistiti dagli uffici comunali competenti. |