|
MARIBOR
(Slovenia), 16 agosto 2009 - Ennio Falco dice: “E vabbé, ci
riproverò il prossimo anno”. Ma intanto il bronzo se lo è
preso anche stavolta, ed è il terzo della sua carriera ai
Mondiali, che si aggiunge a tre argenti. Per l’oro, unica
medaglia che gli manca, dà appuntamento a Monaco di Baviera
2010. Ed è davvero un’attesa che ormai travalica persino il
clan italiano. Perché il palmares di Ennio Falco fa paura:
olimpionico ad Atlanta 1996, 5 volte campione d’Europa, è il
tiratore che vanta il maggior numero di vittorie e podi in
Coppa del Mondo, 4 Coppe, 16 successi tra tappe e finali, 32
podi. A 41 anni è sempre lì, tra i migliori. Dietro al
fenomeno statunitense Vincent Hancock, già oro a Pechino e
ora di nuovo campione del Mondo. Quando Falco vinceva la sua
prima gara di Coppa del Mondo, il 23 maggio 1988 a Osijek,
allora Jugoslavia (oggi Croazia), Hancock era ancora tra gli
angioletti: sarebbe nato solo un anno dopo in Florida.
D’argento è il cipriota Georgeos Achilleos, iridato uscente,
che lascia quindi il suo oro conquistato due anni fa in
casa. Lo allena il nostro Andrea Benelli, il quale però non
è rimasto a vedersi il pupillo sul podio: due sue atlete si
erano ritirate, col sospetto di aver contatto l’influenza
suina, e così il c.t. e il resto della delegazione arrivata
con la squadra femminile hanno abbandonato il ritiro sloveno
per paura di infettare i maschi.
-
CAMPIONI — Il
campione olimpico, il campione mondiale, il monumento
planetario allo skeet Ennio Falco (tra titoli
individuali, di squadra, senior e junior: questa è la
sua 116ª medaglia internazionale!): tra i finalisti è
mancato solo Tore Brovold, il norvegese che ha vinto
l’Europeo venti giorni fa a Osijek. “Hancock e Achilleos
sono anche amici - ha spiegato Falco, da Capua – ogni
volta che gareggiamo in Italia porto loro le mozzarelle
di bufala, di cui vanno matti”. Falco le tre serie della
prima giornata le aveva terminate a 73 (24 25 24). La
seconda l’ha aperta con un bel 25, per poi finire le
qualifiche con un 24 e un totale di 122. A 124 Hancock:
ha fallito un piattello nella pedana 4 della prima
serie, poi sempre 25. Per quell’errore, come si vedrà,
ha lasciato agli organizzatori sloveni la Mercedes che
avevano messo in palio per il tiratore (di qualsiasi
specialità) che fosse riuscito non fare nemmeno uno
zero. A 123 il cipriota Achilleos. Quindi, con Falco a
122, anche lo statunitense Dulohery, il danese Golding,
il russo Shomin e il ceco Hlavacek. Insomma: erano in 5
per 4 posti. Spareggio, allora: al primo doppietto un
solo errore, di Golding. Dalla finale è rimasto fuori
lui.
INFALLIBILE — E dopo una settimana di finali pazze, con
ribaltamenti di situazioni e errori impronosticabili, questa
volta i migliori non hanno sbagliato mai. Non Hancock: 25/25
per 149 totale che un anno esatto dopo l'oro olimpico (16
agosto 2008) si prende quello mondiale. "Dopo le Olimpiadi -
ha spiegato con l'aria di uno che ha appena vinto una gara
provinciale - avevo cambiato il fucile. Non ha funzionato.
Un mese fa ho ripreso in mano il fucile che usavo a Pechino
e sono tornato in pista". Non ha sbagliato nulla nemmeno
Achilleos: 25/25 per 148. Tra i quattro 122 però, l’unico a
romperli tutti è stato il nostro Falco, per il 147 totale
che gli vale il bronzo. "Ho fatto un errore di troppo nella
prima giornata - ha poi spiegato - quel maledetto singolo in
mark (da destra, ndr) in quarta pedana, la mia bestia nera".
Soddisfatto, ma solo parzialmente, il c.t., Francesco Fazi:
la squadra infatti è rimasta giù dal podio per tre soli
piattelli. Sono mancati i centri di Luchini (solo 116). Gli
azzurri finiscono al quarto posto con 358; oro, inevitabile
agli Stati Uniti (Hancock, Thompson, Dulohery) con 366,
argento alla Finlandia 361 che l’ha spuntata solo in virtù
di una quinta serie complessiva migliore della Danimarca
allenata dal nostro Pietro Genga, anch’essa a 361 ma di
bronzo.
BRONZO JUNIOR — Una consolazione arriva dagli Junior.
Dall’avellinese Angelo Moscariello, che ha preso il bronzo.
Nella qualificazione Angelo (che si allena a Capua, al campo
di Falco) ha fatto quattro 24 di fila, prima del 25 con cui
ha chiuso a 121. Dopo la quarta serie c’erano tre tiratori
con un piattello più di lui. Ma il suo 25 finale ha messo
pressione al finlandese Pietarila che con due zeri è uscito
dal podio. Non al ceco Milos Slavicek, capace anche lui di
un 25 conclusivo con cui, a quota 122, si è preso l’oro. Un
errore invece per lo svedese Svensson, a quel punto
costretto allo shoot-off con l’azzurrino. Il quale ha
fallito il secondo piattello del secondo doppietto, dove
Svensson è passato indenne. Beffa anche per la squadra degli
Juniores, che paga cara la scellerata quarta serie di
Micheal Palmieri (19). Così il terzetto italiano (Moscariello,
Palmieri, e il 16 Tammaro Cassandro, nipote di Ennio Falco)
chiude quarto, con 346, dietro a R.Ceca (353), Usa (348), e
Svezia (346). |