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"Gli
extracomunitari e gli zingari dovranno trovare altri
alloggi”. Lapidario l’annuncio di Marco Ricci, assessore
all’ambiente sulla questione del campo profughi di Capua. Il
campo, infatti, giace in condizioni pessime, ove mancano le
più elementari attenzioni all’ambito igienico sanitario.
Purtroppo, dopo l’arrivo degli zingari, sia di etnia rom che
italiani stessi provenienti per lo più dalla Sicilia, le
condizioni del campo sono peggiorate. Finestre dai vetri
rotti, piastrelle staccate dai muri, tubi sradicati dalle
pareti e sistemi elettrici smembrati completamente.
Dell’aiuola che sorgeva originariamente all’esterno dei
grandi palazzi non resta che una discarica a cielo aperto,
dove è possibile trovare dalle automobili dismesse a mobili
rotti a spazzatura di ogni tipo. E proprio da questa
situazione generale si innalza la protesta dei residenti del
rione circostante. I cittadini, infatti, chiedono maggiore
sicurezza, ronde e un servizio di vigilanza che tuteli le
proprie abitazioni. I residenti, infatti, lamentato
l’aumentare di piccoli furtarelli ad opera degli zingarelli
che periodicamente si accampano presso il campo profughi.
“Si intrufolano nelle nostre abitazioni senza che nessuno si
accorga di nulla. Quando siamo in giardino siamo costretti a
tenere le porte e le finestre della casa sbarrate perché
rischiamo di trovare all’interno qualche male intenzionato”,
annuncia un residente stesso. Inoltre si innalza anche la
polemica sulla questione dell’eternit, un materiale
altamente cancerogeno che si trova all’interno di alcune
lamiere di cui è composto la maggior parte del campo.
Secondo le testimonianze dei residenti, infatti, i piccoli
nomadi, per passare il tempo, si divertono a smembrare
queste lamiere, originando in tal modo la fuoriuscita di
tali particelle nocive per la salute dell’uomo. “Nonostante
le nostre continue segnalazioni al Comune, l’unica risposta
che ne proviene è che non si può fare nulla poiché il campo
è di proprietà della provincia”, afferma un altro residente.
Purtroppo, allo stato attuale non si conosce molto
dell’evoluzione delle pratiche di acquisizione dello spazio
poiché le farraginose tempistiche della burocrazia stanno
rallentando notevolmente la conclusione del patto tra il
Comune di Capua e la Provincia di Caserta. |