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Puntare
sui giovani, sull’innovazione, sulla ricerca scientifica e
soprattutto fare sistema creando sinergie tra il mondo
produttivo e quello universitario. Ronald Spogli,
ambasciatore degli Stati Uniti in Italia giunto a Capua con
il console generale a Napoli Patrick Truhn, indica la strada
per uscire dalla crisi e favorire il rilancio economico nel
Sud. L’occasione la offre l’incontro organizzato alla
facoltà di Economia della Sun sul tema «Il Mezzogiorno, le
difficoltà territoriali e l’importanza di fare accademia in
modo sinergico e innovativo». Spogli lo fa a pochi giorni
dalla scadenza del suo mandato e nel giorno in cui Obama
s’insedia alla Casa Bianca («Ci sono grandi aspettative per
questo presidente, una grande novità. Sono convinto che i
rapporti con l’Italia continueranno a essere solidi, così
come saranno ottimi quelli tra Obama e Berlusconi», dice
prima del suo intervento). E lo fa in un’aula magna gremita,
dove ad accoglierlo ci sono il rettore Francesco Rossi («Il
mondo accademico deve avere la forza di portare i suoi
risultati all’esterno») e il preside della facoltà, Vincenzo
Maggioni («Per superare le difficoltà del Mezzogiorno serve
un’università più moderna, che dia voce ai giovani, che crei
momenti di confronto frequenti con il mondo imprenditoriale,
a sua volta più disponibile a interagire con il sistema che
crea nuove conoscenze»). L’ambasciatore focalizza
l’attenzione sui problemi del Sud: Pil basso, disoccupazione
superiore alla media nazionale, infrastrutture ed emergenza
criminalità. «Nel 2006 - ricorda - abbiamo lanciato il
programma ”Partenariato per la crescita” che ha l’obiettivo
di rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo, di
fornire gli strumenti necessari per rendere il mercato del
capitale di rischio più accessibile, assistere chi vuole
creare network fra imprenditori, innovatori, ricercatori e
operatori finanziari». Ma per favorire il rilancio bisogna
scommettere sui giovani. Spogli, che ha anche visitato il
vicino Cira (ad accoglierlo il presidente Renzo Piva), ha
focalizzato l’attenzione sull’esigenza di evitare la fuga
dei cervelli. «L’Italia è ricca di talenti e idee. La
differenza è che il nostro sistema riesce ad aiutare i
giovani, a valorizzarli e anche a farli diventare ottimi
datori di lavoro. Bisogna evitare che tanti progetti
promettenti falliscano per mancanza di conoscenze
imprenditoriali o di fondi di start-up. Il nostro progetto
di partenariato prevede un programma di scambi universitari
che permette ai giovani dottorandi di vedere, alla Silicon
Valley, come nasce, cresce e fiorisce una nuova azienda». Ma
anche innovazione e ricerca «sono essenziali per la
crescita». Infine, dopo aver parlato della lotta comune alla
criminalità organizzata (ha esaltato anche l’impegno di don
Luigi Merola, «un prete coraggioso che sta dando speranza a
una nuova generazione») e auspicato l’intervento di società
americane in grado di sanare con il loro knowhow il divario
tra Nord e Sud, Spogli, che ha anche ricordato gli
investimenti in Campania di Boeing, Jabil, Wyeth, Ibm, Exxon
Mobil, ha sottolineato l’importanza della presenza militare
statunitense «un forte elemento di partenariato nel Sud: la
Us Navy di Gricignano è probabilmente il più grande datore
di lavoro nel Casertano ma vuole anche essere un buon
vicino». |