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Giuseppe
Cesaro, capuano, usa il dettato poetico per veicolare i suoi
messaggi altalenanti tra la denuncia alla società e immagini
di suggestivi ricordi relativi alla giovinezza ideale, al
suo passato, e alla sua città. Al contempo parallelamente a
questo impegno prende forma un itinerario artistico fatto di
messaggi su cartoncini, favole circolari, poesie e messaggi
che ottengono sin dai suoi esordi giovanili riscontro su
periodici e riviste. E presentati anche presso una tv libera
casertana, Tele Luna. Tali espressioni sono funzionali alla
trasposizione figurale dell'artista che, oltre all'attività
poetica per la quale è maggiormente conosciuto, riesce a
trovare nel medium visivo il secondo canale privilegiato
attraverso cui diffondere il suo continuo rifarsi alla sfera
della fantasia, all'atmosfera del sogno, all'idillio
arcadico di un mondo a cui vagheggia, a cui aspira. Dopo i
suo esordi che catturano l'attenzione della critica, sia nel
campo poetico che in quello artistico, a introdurlo
decisamente nel mondo della poesia visiva è lo storico
d'arte Rosario Pinto, che durante un concorso di pittura al
comune di San Nicola La Strada (Ce) si accorge del suo
slancio creativo e lo inserisce nel Volume «Prospettive
verbo. Visive» dell'associazione Novecento di Gaeta, che sta
preparando insieme a un altro noto critico, Giorgio Agnisola.
Insieme ad altri artisti capuani è stato ultimamente
inserito in un volume «Documenta Artis - stato dell'arte
nella provincia di Caserta», edito su iniziativa del Comune
di Capua, e che vedrà a giugno l'inaugurazione di una sede
che porterà alla creazione a Capua di un Museo d'arte
contemporanea. |