|
La
città di Capua può tirare un sospiro di sollievo: l’annosa
questione relativa all’Ospedale Palasciano ha preso
finalmente una piega positiva, come si è appreso nella
conferenza stampa tenuta ieri sera dal sindaco Carmine
Antropoli presso il salone municipale. Il primo cittadino ha
infatti dichiarato che “la chiusura dell’ospedale avrebbe
rappresentato l’ennesimo scempio socio-economico per la
città” e andava perciò necessariamente evitata. Nel giro
di tre mesi, infatti, saranno riaperti tre reparti
precedentemente accorpati all’Ospedale Melorio di Santa
Maria Capua Vetere. Una bella vittoria, dunque, per
l’Amministrazione che, supportata dal comitato
pro-Palasciano, non ha mai smesso di rivendicare la
riqualificazione della struttura sanitaria cittadina.
Il dietro-front da
parte dell’Usl giunge all’indomani della certificazione, da
parte di un’ apposita commissione di controllo, di
inagibilità del Melorio. D’altra parte va detto che
l’ospedale sammaritano, a causa della propria ubicazione,
risulta non facilmente raggiungibile e l’utenza, che in
passato si rivolgeva al Palasciano, non ha mai considerato
tale nosocomio come un’alternativa valida.
Il Palasciano,
pertanto, vedrà riaprire le porte dei reparti di Ginecologia
ed Ostetricia (20 posti letto), di Chirurgia generale (20
posti letto), di Chirurgia universitaria (20 posti letto) e
di Terapia intensiva (2 posti letto). Dalle parole del
sindaco Antropoli, inoltre, emerge la volontà di rilanciare
l’ospedale grazie alla presenza di eccellenti
professionalità in campo medico. Per quanto riguarda poi la
riapertura del pronto soccorso si pensa che potrà avvenire
nell’arco di tre o quattro mesi al massimo. Ma il progetto
di riqualificazione non si ferma qui: l’obiettivo precipuo è
ottenere fondi necessari alla ristrutturazione del terzo
piano (già all’ordine del giorno nel prossimo consiglio
comunale) che renderà possibile l’ampliamento del nosocomio
in vista o di uno sviluppo dei reparti o dell’insediamento
degli uffici tecnici.
Il raggiungimento
di tale obiettivo si inserisce nel rilancio di Capua come
città di servizi (si pensi al distretto militare, alla
pretura, al pirotecnico), che in passato ha già subito
troppi smacchi e ora cerca ad ogni costo il proprio
riscatto.
I due ospedali, in
ultima analisi, quello capuano e quello sammaritano, devono
essere inclusi in un’unica ottica per cui il primo si
inquadra come branca chirurgica e il secondo come branca
medica.
D’altra parte il
sindaco non dimentica la possibilità della costruzione di un
nuovo ospedale presso l’ex campo profughi, malgrado non ci
siano per il momento fondi. Il progetto tuttavia risulta
possibile qualora venga creata una fondazione ospedaliera,
subordinata alla realizzazione di un’Usl unica. |