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Di: Valerio Sapio

 

 


Capua: Rifiuti nell'ex acquedotto, necessita bonifica

I tanti rifiuti affogati in una poltiglia rossa

È un dato di fatto che l’emergenza rifiuti, allo stato attuale, è diventata solo un brutto ricordo per noi cittadini campani: ci siamo risvegliati di soprassalto da un orrido incubo riuscendo finalmente a vivere in un mondo lindo e pinto, quasi un’Utopia alla Tommaso Moro. Ma è davvero così?

Basta fare una breve passeggiata per la Capua “ab initio speciosa” per rendersi conto che la realtà è ben altra, specie nell’immediata periferia dell’urbe. Molti sono i punti che sono ancora in parte oberati dal fardello tristemente noto dei rifiuti solidi urbani di piccola e grande entità, depositati barbaramente nei luoghi più disparati.

Nello specifico è d’uopo gettare l’occhio all’interno del dismesso acquedotto capuano, sito di fronte alla Cooperativa “Viribus Unitis” di via Martiri di Nassiriya. E’ ormai noto che la struttura a fungo che un tempo conteneva l’acqua potabile della città è in procinto di essere abbattuta, dato che da tempo è inutilizzata e che, per di più, nelle sue immediate vicinanze è in fase di completamento una moderna chiesa che stonerebbe senz’altro con la costruzione idraulica dei primi anni ’50.

All’interno di quello che un tempo era il deposito attrezzi della ditta dell’Ingegnere Fiore, trasferita a causa dell’imminente demolizione del serbatoio, si trovano ogni sorta di rifiuti: vecchie gomme d’auto, elettrodomestici mezzi distrutti, batterie esauste, cartoni a profusione e barattoli contenenti chissà quali prodotti, residui edili e persino gabinetti semidistrutti. Tutto questo si ammassa alla rinfusa in più punti, nascosto alla vista da benevolenti muri, creando una serie di piccole “colline mondezzifere” tutt’altro che idilliache. A rendere più triste la scena è la presenza dei colorati contenitori per la raccolta differenziata, che muti e attoniti assistono a cotanto scempio causato dall’inciviltà e dall’incuria di pochi, screanzati concittadini. Naturalmente i mesti bidoni non vengono adoperati nel modo corretto, risultando pieni di materiali di ogni genere, testimonianza che, ahinoi, sono ancora pochi i capuani che effettuano una corretta differenziazione della spazzatura, nonostante i continui sforzi dell’amministrazione che si prodiga per educare la cittadinanza.

Non è poi raro, specie nelle ore serali, imbattersi in qualche extracomunitario del “riconquistato” campo profughi, che, nella speranza di trovare qualcosa di ancora utilizzabile tra i maleodoranti rifiuti, si aggira furtivo dribblando sacchetti e affini. La situazione, in questa zona dell’immediata periferia, è come si può intuire a dir poco precaria; molte sono state le lamentele dei residenti che chiedono a viva voce la bonifica dell’area.

E’ da far presente che, però, il Comune e l’assessorato preposto alla gestione dei rifiuti si sono attivati per rendere operativa al 100% la raccolta differenziata a Capua, risolvendo, almeno si spera, il problema della corretta differenziazione e del riciclo dei materiali di scarto.

E’ auspicabile l’immediata rimozione di tutte le immondizie presenti nell’area al fine di restituire lustro e decoro a tutto il circondario, pesantemente colpito dalle precarie condizioni igienico sanitarie dovute al ristagno prolungato dei materiali. Si spera in positivi sviluppi della faccenda. Nel frattempo topi e germi ringraziano.

Copertoni d’auto e fusti di prodotti chimici

Una batteria d’auto, rifiuto altamente pericoloso e nocivo per l’uomo e per l’ambiente

Poetica” veduta dei cumuli di rifiuti

Altra panoramica di immondizie di ogni sorta

Qualcuno ha cambiato il bagno ed ha approfittato dell’occasione per rottamare il vecchio televisore

È evidente l’urgenza di una bonifica: i rifiuti si stanno ormai stratificando

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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