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È
un dato di fatto che l’emergenza rifiuti, allo stato
attuale, è diventata solo un brutto ricordo per noi
cittadini campani: ci siamo risvegliati di soprassalto da un
orrido incubo riuscendo finalmente a vivere in un mondo
lindo e pinto, quasi un’Utopia alla Tommaso Moro. Ma è
davvero così?
Basta fare una
breve passeggiata per la Capua “ab initio speciosa” per
rendersi conto che la realtà è ben altra, specie
nell’immediata periferia dell’urbe. Molti sono i punti che
sono ancora in parte oberati dal fardello tristemente noto
dei rifiuti solidi urbani di piccola e grande entità,
depositati barbaramente nei luoghi più disparati.
Nello specifico è
d’uopo gettare l’occhio all’interno del dismesso acquedotto
capuano, sito di fronte alla Cooperativa “Viribus Unitis” di
via Martiri di Nassiriya. E’ ormai noto che la struttura a
fungo che un tempo conteneva l’acqua potabile della città è
in procinto di essere abbattuta, dato che da tempo è
inutilizzata e che, per di più, nelle sue immediate
vicinanze è in fase di completamento una moderna chiesa che
stonerebbe senz’altro con la costruzione idraulica dei primi
anni ’50.
All’interno di
quello che un tempo era il deposito attrezzi della ditta
dell’Ingegnere Fiore, trasferita a causa dell’imminente
demolizione del serbatoio, si trovano ogni sorta di rifiuti:
vecchie gomme d’auto, elettrodomestici mezzi distrutti,
batterie esauste, cartoni a profusione e barattoli
contenenti chissà quali prodotti, residui edili e persino
gabinetti semidistrutti. Tutto questo si ammassa alla
rinfusa in più punti, nascosto alla vista da benevolenti
muri, creando una serie di piccole “colline mondezzifere”
tutt’altro che idilliache. A rendere più triste la scena è
la presenza dei colorati contenitori per la raccolta
differenziata, che muti e attoniti assistono a cotanto
scempio causato dall’inciviltà e dall’incuria di pochi,
screanzati concittadini. Naturalmente i mesti bidoni non
vengono adoperati nel modo corretto, risultando pieni di
materiali di ogni genere, testimonianza che, ahinoi, sono
ancora pochi i capuani che effettuano una corretta
differenziazione della spazzatura, nonostante i continui
sforzi dell’amministrazione che si prodiga per educare la
cittadinanza.
Non è poi raro,
specie nelle ore serali, imbattersi in qualche
extracomunitario del “riconquistato” campo profughi, che,
nella speranza di trovare qualcosa di ancora utilizzabile
tra i maleodoranti rifiuti, si aggira furtivo dribblando
sacchetti e affini. La situazione, in questa zona
dell’immediata periferia, è come si può intuire a dir poco
precaria; molte sono state le lamentele dei residenti che
chiedono a viva voce la bonifica dell’area.
E’ da far presente
che, però, il Comune e l’assessorato preposto alla gestione
dei rifiuti si sono attivati per rendere operativa al 100%
la raccolta differenziata a Capua, risolvendo, almeno si
spera, il problema della corretta differenziazione e del
riciclo dei materiali di scarto.
E’ auspicabile
l’immediata rimozione di tutte le immondizie presenti
nell’area al fine di restituire lustro e decoro a tutto il
circondario, pesantemente colpito dalle precarie condizioni
igienico sanitarie dovute al ristagno prolungato dei
materiali. Si spera in positivi sviluppi della faccenda. Nel
frattempo topi e germi ringraziano. |