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Mentre
la riqualificazione dell'area dell'ex Campo Profughi di
Capua sembra divenire sempre più una chimera, non migliora
nel frattempo la situazione di profondo degrado in cui,
oggi, essa versa. Una realtà sicuramente mal digerita dai
cittadini, che sperano tuttora nel Dea (Dipartimento di
Emergenza e Accettazione) di secondo livello e in
un'adeguata destinazione della struttura demaniale di via
Grotte San Lazzaro, attualmente meta di nomadi, stranieri e
disagiati di ogni genere. Nel vasto perimetro del complesso
residenziale, sembra infatti pulsare la vita di una città a
parte, nel cuore di un'altra città. Insediatisi abusivamente
tra i numerosi e fatiscenti appartamenti dell'ex Caps, nel
silenzio dei pochi residenti regolari, ignoti varcano
quotidianamente il cancello di ingresso, con tanto di
automobili, camper e roulotte al seguito. La temporanea
chiusura del varco, disposta alcuni mesi fa
dall'amministrazione comunale, a nulla è valsa. Neppure il
tentativo di saldare il cancello al muro è infatti bastato a
ostacolare l'ulteriore arrivo di persone. Allo stato
attuale, la situazione è addirittura peggiorata. Oltre che
attraverso il cancello principale, i veicoli possono
accedere anche da un'entrata più periferica a circa venti
metri di distanza. «Pensavamo a un recupero completo della
struttura e di fronte all'abbandono dell'intera area non
possiamo che rimanere scettici e sfiduciati», commenta un
residente del posto. Tuttavia, nonostante diverse
segnalazioni da parte del sindaco capuano Carmine Antropoli
e diversi comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica
convocati in prefettura, l'ex Caps è tuttora ricettacolo di
animali e meta privilegiata di delinquenti, che tra le sue
mura trovano numerose vie di fuga e agevoli nascondigli
nella fitta vegetazione circostante. Inutile, per quanto
meritevole sia stata l'opera degli agenti del locale Comando
di polizia municipale, il censimento effettuato all'interno
della struttura alcuni mesi fa. Il numero degli inquilini
che oggi risiedono all'interno delle abitazioni di proprietà
del ministero dell'Interno, senza considerare i numerosi
arresti effettuati dai carabinieri, è attualmente in netta
crescita, soprattutto con i recenti arrivi di nomadi e
stranieri principalmente di nazionalità ucraina e romena.
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