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Di: Enza Passaro - Corriere di Caserta

 


Capua: I volontari della SOS a Poggio Picenze in aiuto degli abruzzesi

Capua partecipa ai soccorsi organizzati per far fronte all’immane tragedia che ha colpito l’Abruzzo. L’associazione S.O.S. è attiva sin dallo scorso lunedì sul territorio di Poggio Picenze, un comune fantasma in provincia de L’Aquila: cinque i morti, oltre duemila i feriti, il 90% delle abitazioni crollate. Ovunque macerie, polvere e quell’odore acre che ricorda in ogni istante l’immensità della tragedia. I volontari, Sapio Antonio, Boccia Antimo, Mottola Luciano, Ruggiero Antonio, Slanzi Amedeo e Valletta Ciro, stanno coprendo turni di oltre venti ore ciascuno per portare soccorso alle persone. L’organizzazione capuana ha creato una tendopoli di 100 tende, che possono dare alloggio a più di 600 persone e i volontari lavorano su ben due cucine da campo, che riescono a preparare circa 500 pasti caldi ogni ora, inoltre hanno portato in loco una roulotte attrezzata per effettuare i primi soccorsi. Raggiunti al telefono, i volontari danno un quadro della situazione molto drammatico, che va ben oltre anche alla più laboriosa fantasia: «E' una catastrofe. Le persone non hanno nulla, devono cominciare da zero e sui loro volti è possibile leggere la forte paura causata da quel terremoto che in venti secondi ha cancellato il proprio passato e distrutto il proprio futuro». Il racconto è molto crudo: «Vediamo degli scenari terribili. Le urla delle madri che vedono i corpi esanimi dei propri figli non sono facili da dimenticare e la speranza di trovare qualche superstite ci fa dimenticare la fatica accumulata scavando a mani nude tra le macerie. I turni sono massacranti. Da lunedì mattina, giorno in cui siamo giunti in Abruzzo, non ci siamo mai fermati proprio perché in casi come questi ogni istante è fondamentale per la vita delle persone».

I volontari, continuano poi asserendo che: «I nostri compiti sono molteplici. Dobbiamo dar da mangiare agli sfollati, assistere i feriti lievi che non sono stati ricoverati presso le strutture ospedaliere, ma soprattutto dobbiamo dare un supporto psicologico a queste persone che non hanno più nulla. È terribile vedere le speranze che si spengono quando quel corpo intravisto sotto le macerie viene recuperato quando oramai è troppo tardi. Abbiamo assistito a scene terribili che difficilmente dimenticheremo nel corso della nostra vita. Vedendo in televisione le scene del disastro non si può capire cosa in realtà sta accadendo. Abbiamo bisogno di tutto, dall’acqua al cibo, dalle coperte a abiti per il ricambio. Ma in Abruzzo non ci sono solo le vittime ma anche la paura dei sopravvissuti che, in una manciata di secondi hanno perso tutto ciò che avevano costruito nel corso di una vita intera. I posti letto delle tendopoli, le cuccette dei treni non bastano per gli oltre duecentomila sfollati. La paura di abbandonare quel che resta delle proprie case alle razzie degli sciacalli è ancora forte, per questo motivo la popolazione locale non lascia ancora la regione». Nelle prossime ore anche un altro gruppo capuano appartenente all’associazione S.O.S. partirà alla volta dell’Abruzzo per dare una mano. Per effettuare questi interventi nel minore tempo possibile, gli iscritti all’associazione si sono autotassati per recuperare il denaro necessario per il raggiungimento del campo, perché i tempi burocratici per la disposizione di denaro da parte del comune sarebbero stati troppo lunghi, mentre l’intervento era molto urgente. L’organizzazione fa parte della Colonna Mobile Regionale e collabora a stretto contatto con la SVG di Caserta, la VDB di Sparanise, Trentola Ducenta e Parete.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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