|
Adesso
è la volta degli appartamenti e dei locali commerciali di
proprietà comunale. Dopo la vendita di stabili di interesse
pubblico, come i dismessi carcere mandamentale e macello
comunale, l'amministrazione guidata dal sindaco Carmine
Antropoli punta a vendere unità immobiliari singole
dislocate in parte nel centro storico ed in parte verso
l'immediata periferia sud della città. Le procedure per
raggiungere lo scopo sono diverse: per gli appartamenti di
rione Eucaliptus, in tutto tre, la vendita è affidata alla
trattativa privata, in esecuzione della delibera di
consiglio comunale del mese di novembre 2007. Per gli
immobili del centro storico, il comune è ricorso invece
all'asta, così come indicato dalle delibere consiliari del
mese di giugno 2007 e di luglio 2008. In questo caso, si
tratta di cinque locali commerciali che si trovano nello
stabile «Gesù Gonfalone» di corso Gran Priorato di Malta per
un valore complessivo di circa 450mila euro, di un
appartamento a corso Appio per un valore a base d'asta di
81mila euro e di un lotto unico, valore 370mila euro,
composto da sette unità immobiliari nell'ex Albergo delle
Poste, storico edificio della strada principale di Capua che
ospitò perfino Goethe e Giacomo Casanova. Già lo sorso anno,
gli stessi immobili andarono all'asta, ma l'appuntamento
andò deserto. Questa volta l'amministrazione comunale ci
riprova, anche perchè, a fronte del disappunto
dell'opposizione consiliare che vede in partenza un altro
simbolo di un'epoca che fu, sa bene che il degrado sta
rovinando l'edificio che comunque non produce redditi
convenienti per le casse comunali. L'asta in questione,
bandita dall'area Finanze e Patrimonio del comune, avrà
luogo il 29 aprile, alle 10, presso la sede dell'ufficio
municipale. Quanto agli appartamenti di rione Eucaliptus, il
cui valore complessivo sfiora i 500mila euro, c'è da dire
che si trovano in stabili di costruzione moderna e sono ben
collegati con la statale Appia ed il centro della città. Le
domande di partecipazione, in bollo, dovranno pervenire,
pena l'esclusione dalla trattativa, entro e non oltre il 20
aprile prossimo. «È un'operazione coraggiosa - spiega il
sindaco Antropoli - che oltre a portare liquidità nelle
casse comunali, scrollerà di dosso all'ente le spese
relative alla manutenzione degli immobili. Insomma si sta
perseguendo l'obiettivo di disciplinare meglio le proprietà
comunali, vendendo quelle che danno una gestione in
perdita». Il canovaccio è stato fissato in consiglio
comunale che ha approvato, con la differenziazione dei
partiti di opposizione, l'elenco degli immobili di proprietà
municipale da alienare che, tra l'altro, comprende due
grandi palazzi in rione Bellarmino, situato quasi a confine
con il comune di San Tammaro. |