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L'arcivescovo
Bruno Schettino ha istituito a Capua il museo diocesano
d'arte sacra moderna destinando a tale scopo in qualità di
sede la chiesa longobarda di San Salvatore a Corte risalente
al 970, ossia del X secolo, che sorge in via dei Principi
longobardi. Si conferma in tal modo la particolare
sensibilità che Schettino nutre per l'espressione artistica:
la diocesi, in pratica, «raddoppia» avendo già un museo
d'arte sacra attiguo al Duomo. Monsignor Schettino ha
affidato la responsabilità della gestione del nuovo museo
alla locale sezione dell'Ucai (Unione Cattolica Artisti
Italiani) scegliendo un laico per la direzione artistica: si
tratta di Salvatore Costanzo, noto architetto di Marcianise.
Nato nel 1954 ha conseguito il titolo di Perfezionamento in
Bioetica alla Facoltà di Scienze della Formazione
dell'Università di Bari e da molti anni affianca
all'attività professionale il lavoro di ricerca legato alla
problematica ambientale e alla conservazione del patrimonio
architettonico, storico e artistico della Campania. Tra i
compiti di Costanzo c'è la responsabilità delle pubbliche
relazioni e l'incarico di manager del museo che può contare
su un considerevole spazio espositivo suddiviso in tre
navate di otto metri di larghezza e 40 di lunghezza. Sarà
dedicato ad eventi culturali quali mostre, concerti e
attività seminariali. Costanzo sarà coadiuvato nell'incarico
da Giovanni Leuci, socio Ucai anch'egli, residente a Capua e
originario di Grazzanise. «Il primo nucleo di opere che
saranno collocate nel nuovo museo - afferma Angelo Mirra,
presidente della sezione Ucai di Caserta e protempore anche
di quella di Capua - è una serie tratta dalla collezione "Sacralia"
di autori locali quali Giuseppe Tocchetti, Domenico Guida,
Carmela Infante, Giovanni Perna, Aldo Apuleo e altri, frutto
di donazioni personali». Tra quelle già acquisite nel
patrimonio del museo figurano una serie di dipinti a olio e
tempera a olio su tela dello stesso Mirra: «Il settimo
sigillo dell'Apocalisse», «Deposizione dalla Croce» un «San
Paolo» che non poteva mancare nell'anno giubilare Paolino,
il «Beato Raimondo da Capua» che fu direttore spirituale di
santa Caterina da Siena. |