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Di: Redazione


Capua: Presentato il libro "L’arte a Capua durante l’età aragonese"

Un momento della presentazione

L'11 dicembre presso l’aula consiliare del Palazzo Comunale di Capua è stato presentato il libro “L’arte a Capua durante l’età aragonese. Dall’ingresso di Alfonso il Magnanimo al Sacco del Valentino (1421-1501)”.

La manifestazione, a cui sono intervenute numerose persone, si è caratterizzata per la presenza ed i contributi di illustri storici locali come Monsignor Giuseppe Centore ed il professor Giulio Cosco. Ai loro interventi ha fatto eco l’intervento dell’eccellente ospite della serata, il professor Giuseppe De Nitto, già direttore della Biblioteca Palatina della Reggia di Caserta e Docente di Biblioteconomia e Bibliografia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia – Conservazione dei Beni Culturali della Seconda Università di Napoli. Da parte di tutti i presenti vi sono state parole di apprezzamento verso gli autori ed il lavoro compiuto e la richiesta di una promessa nel prosieguo della attività di ricerca nel campo della storia e dell’arte capuana. Anche la platea si è qualificata per la partecipazione di stimati studiosi di storia locale come il professor Felicio Corvese, direttore del Centro di Studi Francesco Daniele di Caserta, e l’attuale direttore della Biblioteca Palatina, dottor Michele Santoro. Grande soddisfazione vi è stata anche da parte dell’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco dottor Carmine Antropoli e dall’Assessore Umberto Botta.

Capua sempre di più necessita di studi che rivelino i suoi molteplici aspetti culturali ed artistici, ci auguriamo che i due giovani studiosi rendano, in un futuro prossimo, altri contributi alla città, in modo da render note e visibili tutte le peculiarità di una città che, da sempre, può essere considerata unica nel suo genere ed emblema della provincia di Caserta.

Cara e diletta, Chiave del Regno”. Così Alfonso il Magnanimo, re di Napoli dal 1442 al 1458, soleva chiamare Capua, considerata non soltanto una città baluardo posta al confine del regno, ma anche luogo di svaghi e delizie. Il suo rapporto con i capuani cominciò prima del suo ingresso trionfale nella capitale, tanto da concedere ai suoi cittadini favori e privilegi che, in qualche tempo, superarono anche quelli della città partenopea. Con il passare degli anni, anche sotto i discendenti del Magnanimo, Capua si arricchì di palazzi nobiliari e di opere d’arte che arricchirono chiese e conventi. Fra la prima e la seconda metà del Quattrocento giunsero in città maestranze già attive nel cantiere di Castel Nuovo e non pochi architetti toscani, fra i quali ricordiamo Giuliano da Maiano e Francesco di Giorgio Martini, pittori di chiara fama come Bartolomeo Vivarini, Pavanino Palermitano ed Antoniazzo Romano, notevole fu, inoltre, anche la presenza di scultori della bottega del nordico Pietro Belverte, ma anche quella di maestri artigiani che elevarono il livello qualitativo delle produzioni dell’oreficeria, della miniatura e delle arti applicate in generale.

Nel contempo vennero istituite a Capua numerose botteghe di pittori, copisti e gioiellieri la cui produzione ebbe tanta fortuna anche in altri territori del regno. Il fermento culturale in atto venne stimolato oltre che dalla presenza della corte anche dagli incentivi, in special modo economici, che furono garantiti da alcuni signori locali come gli Antignano, i d’Azzia e non ultimi i Caetani con l’arcivescovo Giordano.

Del ricco patrimonio artistico ed architettonico esistente a Capua si conserva ancora tanto. Oltre ai palazzi, definiti dai suggestivi portali catalano-durezzaschi, nei Musei Campano e Diocesano è possibile ammirare le testimonianze pittoriche e scultoree dell’età aragonese.

Al riguardo la trattazione del libro “L’Arte a Capua durante l’età aragonese. Dall’ingresso di Alfonso il Magnanimo al Sacco del Valentino (1421-1501)”, a cura di Daniela De Rosa e Luigi Fusco, ha dato la possibilità di effettuare una attenta ricognizione su ciò che è stato realizzato nella cittadina capuana nell’arco di un ottantennio.

La realizzazione del volume, il quarto della collana Studi Storici Capuani, è stata possibile grazie al contributo finanziario della Pro Loco che, come nelle passate occasioni, ha ricevuto il patrocinio morale dell’Amministrazione Comunale.

 

 

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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