|
Un
malore improvviso ha stroncato la vita di un giovane
immigrato extracomunitario che, in pochissimo tempo, è
deceduto mentre era in ospedale. Le indagini in corso
dovranno appurare se si tratti o meno di una morte naturale.
E’ accaduto a Capua (Caserta) nella tarda mattinata di ieri.
Un giovane di origine indiana si è sentito male e alcuni
suoi connazionali lo hanno accompagnato all’ospedale Psault
di Capua, essendo il più vicino.
Un malessere
improvviso e la corsa in ospedale
Un malessere
improvviso lo ha colto di sorpresa e, senza aspettare
l’ambulanza, gli amici lo hanno caricato in auto e sono
corsi al pronto soccorso. Il ragazzo era ancora vivo e
stranamente il malore continuava a persistere. I medici di
turno al pronto soccorso hanno tentato di salvarlo con tutti
i metodi a disposizione, i sanitari gli hanno praticato il
massaggio cardiaco per molto tempo, e hanno cercato in tutti
i modi di rianimarlo.
Nulla da fare,
all’improvviso, mentre si stava giocando il tutto per tutto,
il poveretto è deceduto in sala operatoria dove era stato
condotto per la rianimazione. Il giovane aveva circa 26
anni, un malessere oscuro ha messo fine alla sua vita in un
lasso di tempo incredibilmente breve. Si pensa che sia stato
un infarto a mettere fine alla vita del poveretto. Si sta
verificando se fosse clandestino.
Una breve vita di
sacrifici
Il giovane era
venuto in Italia con tante belle speranze di un futuro
migliore, rischiando la vita su di una imbarcazione di
fortuna, con tutti i sacrifici che il lungo viaggio ha
portato con sé. Soffrendo la fame e la sete, sottoponendosi
a sacrifici e disagi per una nuova speranza di vita. Pagando
con i pochi risparmi che nel suo paese era riuscito a
racimolare, chi lo ha condotto nel nostro territorio. Una
volta arrivato sul suolo italiano, il poveretto, come tanti
altri extracomunitari che vengono in Italia, ha dovuto
vivere la sua condizione di clandestino come una vergogna.
Per vivere ha
accettato di affittare una casa dividendola con altri
connazionali, gli stessi che lo hanno aiutato ad inserirsi
nel nuovo ambiente. Avrebbe potuto avere un futuro diverso e
invece, la miseria, la fame, spesso i lavori e doppi lavori
fatti in nero per aiutare la propria famiglia che è rimasta
al paesino, lo hanno praticamente distrutto, messo a terra.
E ieri mattina per il giovane si è chiuso l’ultimo capitolo
della sua breve sofferta vita.
Il corpo in
medicina legale per l'autopsia
Il corpo senza vita
del poveretto è stato trasferito nel reparto di medicina
legale dell’ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta
in attesa della visita autoptica che chiarisca il reale
motivo del decesso. Intanto sono in corso le indagini da
parte dei militari dell’arma della Stazione di Capua
coordinati dal capitano Francesco Conte. Ci saranno anche i
rilievi per determinare l’identità del povero giovane che
alla fine, tornerà in patria in una bara. |