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Il
personale medico ed infermieristico dell'ospedale
“Ferdinando Palasciano” di Capua è sul piede di guerra per
le ultime evoluzioni della condizione dell'ospedale. Le
ultime due riunioni hanno rivelato che l'utilizzo parziale
dell'ospedale avviene solo a causa di un interessamento
minimo delle autorità politiche della zona.
ORTOPEDIA -
La
questione nasce dalla possibilità di trasferire presso il
distretto ospedaliero di Santa Maria Capua Vetere anche gli
ultimi reparti attivi dell'ospedale di Capua. Fa capolino
l'ipotesi di trasferire presso il “Melorio”, nosocomio della
limitrofa città di Santa Maria Capua Vetere, il reparto di
ortopedia e di M.L.D. nell'ambito della riorganizzazione dei
due presidi. Il disaccordo per tale delibera nasce dal fatto
che attualmente l'ospedale Palasciano può usufruire di
reparti altamente specializzati oltre che di sale operatorie
di ultima generazione che aderiscono non solo agli standard
sanitari europei ma anche a quelli americani. “Una struttura
come quella che si trova sul territorio capuano, composta di
numerose sale, reparti altamente specializzati e di
macchinari di ultima generazione ne resta in attività solo
quello di ortopedia che, alla luce delle ultime notizie
trapelate, rischia a breve di essere trasferito in altro
luogo”, afferma la rappresentante del personale
dell'ospedale di Capua.
IL POLO CHIRURGICO
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Inoltre la protesta nasce poiché si chiede di trasferire
l'attività chirurgica dell'ospedale di Capua presso il polo
ospedaliero di Santa Maria Capua Vetere, dove le sale
operatorie sono, secondo le dichiarazioni della dottoressa
Costantini, ex direttrice generale dell'Azienda Ospedaliera
“oramai non più a norma di legge”. Il personale medico,
paramedico ed infermieristico annuncia forti proteste nei
confronti del Comune di Capua e del prefetto dei Caserta se
non ci saranno risposte a questa situazione. L'ospedale di
Capua attualmente svolge solo il servizio di PSAUT, ossia di
pronto intervento volto solo ed esclusivamente a codici
bianchi e poco gravi.
LE PROTESTE -
“Il
distretto di Capua, che offre la prima assistenza non solo
ai capuani ma anche a tutti coloro i quali si trovano
nell'hinterland sarà privato di un diritto fondamentale:
quello alla salute”, afferma una rappresentanza del
personale ospedaliero, annunciando che se le autorità non
prenderanno le dovute decisioni non esiteranno a scendere in
piazza e manifestare. Insieme allo sdegno del personale del
“Palasciano” si innalza anche la protesta della cittadinanza
ove, nonostante la presenza di una struttura potenzialmente
utilizzabile, sono costretti a rivolgersi a diversi poli
ospedalieri anche per il solo primo intervento. I dipendenti
dell'Asl continuano asserendo: “ Purtroppo in caso di
infarti o di ictus un capuano potrebbe non sopravvivere
prima di raggiungere l'ospedale “Melorio”, di Santa Maria
Capua Vetere, distante dal polo Palasciano diversi
chilometri di strada altamente trafficata, con difficoltà di
parcheggio e con diversi divieti di accesso che rendono
difficile il raggiungimento del pronto soccorso”. |