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Di: Alberto Zaza d’Aulisio - Il Mattino

 

 


Capua: Decime e collette verso la Terra Santa

Palazzo Arcivescovile di Capua

Se i riti della Settimana Santa, presenti spesso con manifestazioni tradizionali che si perdono nella notte dei tempi, rappresentano il segno esterno di una avvertita partecipazione popolare alla celebrazione del Redentore, il rapporto con la Terra Santa carica di ulteriore significato intrinseco la ricorrenza pasquale: dalla lettura e interpretazione della crocefissione alla resurrezione, festeggiata con opulente offerte sacrificali in segno di ringraziamento. Particolarmente a Caserta, la cui Diocesi si segnala storicamente per la più antica documentazione riguardante la riscossione di una decima pontificia in Campania imposta dal secondo concilio di Lione (il quattordicesimo, nel 1274). Papa Gregorio X volle, tra l’altro, regolamentare la raccolta di fondi per sostenere la cristianità in Terra Santa lungo l’arco di un sessennio affidando l’incarico di collettore pontificio a Pietro Guerra, vescovo di Sora (comunità già appartenente a Terra di Lavoro) dal 20 aprile 1267, quindi di Rieti dal 2 agosto 1278. Le riscossioni effettuate per sei anni e cioè fino al 1280, annotate nei «quaterni decimarum», fecero registrare un riscontro generoso da parte dei fedeli casertani. Interessanti gli estratti dei documenti di riferimento dall’archivio vaticano (Collect. 217), elaborati, per ampie sintesi, da Giuseppe Tescione in appendice a «Caserta medioevale ed i suoi conti e signori», testo fondamentale per la conoscenza della storia cittadina. Tanto importante da essere premiato nel 1953 dal Comitato Nazionale per la valorizzazione del Borgo Medioevale di Casertavecchia. La dotta monografia fu esaminata da una apposita commissione, presieduta da Antonino Rusconi e composta da Gino Doria, Riccardo Filangieri di Candida Gonzaga, Mario Stefanile, Romualdo Trifone e Pietro Borraro. Nei «quaterni» si leggono i nomi di Nicola, abate del monastero benedettino di San Pietro ad Montes; di Nicola, primicerio del capitolo cattedrale di Caserta antica; del «dominus Siffrido de Valle Casertane», che si occupò delle decime della starza della chiesa di Santa Maria della diocesi Calatino-Casertana. Circostanziate annotazioni riguardano, poi, i chierici di Maddaloni, l’arcidiacono di Capua e la badessa del monastero di San Giacomo di Caserta impegnati nella colletta pro Terra Santa, che ha avuto una sua continuità, più o meno sistematica e costante, come si rileva dai Bollettini della Diocesi, pubblicati dal 1923 sino al 1960. Dai «quaterni decimarum» si ricavano le specifiche di once e di tarì d’oro e d’argento raccolti dal collettore pontificio il cui ammontare dovette essere di entità cospicua, non facilmente traducibile nel controvalore della monetazione moderna.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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