|
Un
suicida. O forse la vittima di un malore. Oppure, un morto
sul lavoro di cui qualcuno ha deciso di disfarsi evitando la
segnalazione alle forze dell’ordine (e le relative
conseguenze giudiziarie). Di certo si sa soltanto che è di
razza bianca, che nella tasca dei pantaloni aveva un
telefono cellulare, e che il corpo non presenta, in
apparenza, segni di violenza o fori provocati da proiettili.
Non ha un nome e fino a quando la banca dati che raccoglie
le impronte digitali rilevate in tutta Italia non avrà
fornito il responso della comparazione, è quasi da escludere
che possa averlo. Tra le denunce di scomparsa non
risulterebbe, infatti, nessuno con le sue caratteristiche.
Manca all’appello, però, un polacco che andava spesso in
quel luogo a pescare. E non si esclude che possa essere il
suo il corpo restituito ieri dalle acque del Volturno. Il
cadavere, in avanzato stato di decomposizione,
apparentemente di un uomo sui trentacinque anni, è stato
scoperto in mattinata da due pescatori che, a bordo della
propria barca, risalivano il fiume alle spalle della caserma
dell’esercito «Oreste Salomone», in via Brezza, a Capua.
Immediata la segnalazione al 112. Sul posto sono
sopraggiunte una pattuglia dei carabinieri della Compagnia
di Capua, al comando del capitano Francesco Conte, e una
squadra dei vigili del fuoco di Caserta. Il cadavere,
impigliato a un ramo sporgente dall’acqua a pochi metri
dalla riva, è stata subito recuperato e trasferito
all’istituto di medicina legale dell’ospedale «Sant’Anna e
San Sebastiano di Caserta» per l’autopsia. Indagini serrate
da parte dei carabinieri sono tuttora in corso per accertare
generalità dell’uomo e dinamica dell’accaduto. Come
dicevamo, non si esclude nessuna ipotesi. Potrebbe essersi
trattato di un suicidio, ma non è tralasciata anche la pista
investigativa dell’omicidio e della caduta accidentale in
acqua. Da un primo esame esterno sul corpo della vittima non
sono, tuttavia, emersi particolari ecchimosi e ferite da
taglio o da arma da fuoco, tanto da far pensare a un
regolamento dei conti. L’accertamento definitivo
dell’identità dell’uomo potrebbe aprire nuovi orizzonti a un
caso, attualmente velato dal mistero più fitto. Come era
stato, un mese fa, per il cadavere ritrovato a Grazzanise e
risultato poi appartenere al protettore di una prostituta
che lo avrebbe ucciso assieme al suo amante. |