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"Il
culto a Maria, Immacolata Concezione, a Capua risale a
molti, molti anni fa. Alcune testimonianze avvenimenti e
documenti dimostrano che ebbe inizio nella parrocchia SS.
Filippo e Giacomo, retta oggi da don Gianni Branco, almeno
al tempo della presenza dei Gesuiti.
La "devozione" alla
Immacolata, ed al Cuore di Gesù con la “pratica” dei primi
venerdì del mese è dovuta ai padri gesuiti che avevano qui
anche il collegio. Per questo il convento dei Benedettini,
diventato "Caserma" è chiamata anche "Collegio". Ebbene in
questa chiesa, nella nicchia dell'abside, dietro l'altare,
c'era una immagine dell'Immacolata, ma la testimonianza più
interessante è data dalla scritta posta sulla porta di
ingresso alla chiesa:<<DEIP ARAE SINE LABE CONCEPTA - Clerus
populusque - ANNO A DOGMATICA DEFINITIONE - L. AER VULG.
MCMIV>>. E così sono già più di cento anni!”.
Inizia così la
cronaca storica sul culto mariano a Capua e la processione
dell’Immacolata alle prime ore del mattino, da parte dello
storico locale, l’ingegnere Vittorio Sortini, fondatore
degli scout di Capua, nonché autore del libro “I ragazzi di
don Umberto” pubblicato nel 2007.
“La
processione, che conta oggi più di un secolo, - continua
Sortini - ritrovò vigore ed intensità, con don Umberto
D’Aquino dal 1952, che fece uscire per la prima volta la
statua della madonna.
Da ricordare poi
che un Gesuita, padre Principe, compose e musicò due canti:
Uno dedicato alla Madonna che inizia cosi: "Immacolata
Vergine gloria tu se del mondo" ... Ed uno al Cuore di Gesù:
"o Divin Cuore altissimo"...”.
Per un tempo
abbastanza lungo si sono succeduti avvenimenti, alcuni anche
molti tristi, come la chiusura della chiesa, utilizzata per
segheria-falegnameria. Anni dopo presero possesso i
Francescani.
“Dopo
la guerra riprese, con don Peppino Munno, - ci
ricorda lo storico capuano - la devozione
all'Immacolata passò nella chiesa della Carità. Durante la
"novena" si celebrava la Messa alle sei del mattino e dopo
quella dell'otto dicembre, festa dell'Immacolata, si
portava in processione il Santissimo Sacramento, attorno
all'isolato: via Seggio dei Cavalieri, corso gran Priorato
di Malta, via Ettore Fieramosca, via Monte dei Pegni. Nel
1952 con don Umberto D’Aquino, continuava la
tradizione della "novena", ma anche quella dei primi venerdì
del mese. La Messa, – conclude l’ingegnere Vittorio Sortini
– sempre alle sei del mattino, mentre la sera, si pregava
con la recita del S. Rosario il canto, in latino, delle
litanie alla Madonna, un riflessione-meditazione molto
efficace, la benedizione Eucaristica.
Il giorno
dell'Immacolata seguiva invece la processione, in
questo caso, con la statua della Madonna, ampliando
sempre più il percorso fino ad arrivare alla chiesa di S.
Pietro Apostolo, come avviene ancora oggi”. |