|
I
commercianti capuani sono ricorsi a misure precauzionali per
sedare l’alone di allarmismo che si è diffuso in Italia a
causa della cosiddetta febbre suina. Da quando è stata
diffusa, a livello mondiale, la notizia della nascita di
questo nuovo virus killer, le vendite della carne suina sono
sensibilmente diminuite a livello nazionale e, per evitare
che si sviluppi lo stesso fenomeno al livello cittadino, si
è ricorsi a misure precauzionali d’emergenza, volte a
rassicurare i consumatori sulla provenienza e la
tracciabilità delle carni vendute. Per questa ragione, in
tutte le salumerie e i supermercati della città, sono
comparsi dei certificati di tracciabilità, che indicano la
provenienza degli animali, il metodo di macellazione e tutto
il percorso che la carne ha compiuto prima di arrivare nelle
vetrine dei banconi delle salumerie e delle macellerie della
città. È stata una misura puramente precauzionale, volta a
rassicurare i clienti che hanno dubbi sulla provenienza
delle carni stesse. Sul certificato esposto sono anche stati
espressi diversi consigli per avere una maggiore
tranquillità nel consumo della carne: il virus, infatti, non
resiste alle alte temperature e dunque per questa ragione è
consigliabile consumare la carne dopo averla ben cotta. La
risposta dei consumatori a questa iniziativa è stata molto
positiva, tanto che la flessione delle vendite è lievissima.
Dopo il falso allarmismo dell’aviaria, si temevano
ripercussioni sensibili sul commercio, ma poiché questo
virus, denominato
Swine influenza
virus (SIV),
risulta sotto controllo, è inutile provocare stati di
emergenze che comportano conseguenti cali delle vendite e il
collasso delle attività commerciali già in difficoltà a
causa della crisi economica internazionale che si sta
attraversando. |