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A
Capua, gli effetti della recente piena del Volturno sono
tuttora tangibili nella zone più periferiche del territorio
comunale. Vaste distese di terreno, ai margini del fiume,
sono tuttora invase da enormi pantani. In località «La
Monaca», «Santella» e «Seno», le campagne a ridosso dei
margini si sono trasformate in gigantesche pozze di acqua e
fango. Danni rilevanti per le coltivazioni, soprattutto
quelle di cereali e ortaggi. Interi raccolti sono andati
perduti, anche se, rispetto alla più grave alluvione di
alcuni anni fa, le conseguenze per Capua sono state, questa
volta, più marginali e di minore entità. Aldilà delle
ripercussioni negative che l'ultima piena ha causato nei
limiti del solo settore agricolo, la cittadinanza capuana
non ha però avuto modo di preoccuparsi ulteriormente.
Fortunatamente, nel centro storico, le condutture fognarie
non hanno ceduto e l'acqua non è fuoriuscita dai tombini in
via Riviera Casilina e in via Seminario. Scoli stracolmi di
erbacce e di rifiuti avrebbero, di certo, potuto alimentare
timore e preoccupazione per commercianti e residenti del
posto, ma la recente attività di manutenzione della rete
idrica è stata sicuramente efficace e risolutiva. Nessun
danno segnalato neppure per le abitazioni. «A Capua -
analizza Enrico Di Rauso, presidente della locale
associazione di protezione civile “Volturnia Civitas” -
problemi rilevanti determinati dal Volturno, senza
considerare gli effetti inevitabilmente prodotti a danno di
alcune piantagioni, non ci sono stati, anche se l'allerta è
stata alta». |