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Di: Gianluigi Guarino - Casertace.it

 


Capua: Carmine Antropoli nuovo primario del Cardarelli

Il dott. Carmine Antropoli

Una delle questioni aperte della politica italiana, ma soprattutto della politica meridionale, è quella che riguarda il rapporto tra questa e i suoi interpreti. Parliamoci chiaro: il novanta per cento di quelli che la fanno la considera uno strumento, anzi un vero e proprio chiavistello per aprire la cassa del successo personale, economico e, in molte circostanze, professionale. Ovviamente, tutto questo depaupera il ruolo che la politica dovrebbe rivestire come strumento di promozione e di attuazione del bene comune. Dunque, se in questo ginepraio, che spesso diventa verminaio di interessi, di ambizioni, di piccoli e grandi imbrogli, individui una storia e la sua personalificazione; la storia che ti porta a pensare che ci sia ancora una speranza per chi sogna e pensa che la politica possa essere “altro” rispetto a quello che è, allora non puoi far altro che evidenziarla. Non è un mistero, e mai niente ho fatto per non ostentarlo con orgoglio, che chi scrive stimi Carmine Antropoli, che per il sottoscritto solo incidentalmente è il sindaco pro tempore di Capua. Lo stimo, infatti, perché Carmine Antropoli è un grande chirurgo. Perché nel suo reparto di quello che fu un ospedale di frontiera, emblema della babele sanitaria campana, ha salvato e salva circa cento vite all’anno. Sì, avete letto bene: almeno cento vite all’anno, combattendo quotidianamente la minaccia a volte subdola e latente nella sua sintomatologia, a volte dichiarata e già degenerata, di forme di tumore tra le più pericolose e le meno curabili: colon, stomaco, reni, eccetera.

Bene, se uno così diventa primario del Cardarelli merita un articolo e una menzione speciale molto di più di quanto non la meriti facendo bene, anzi, benissimo il sindaco di Capua. La nomina è avvenuta nei giorni scorsi: Carmine Antropoli è il nuovo direttore della struttura complessa di Chirurgia gastroenterologica del nosocomio più importante e più affollato dell'Italia meridionale. Sotto la struttura diretta da Antropoli operano due strutture semplici: quella di chirurgia laparoscopica e quella colonproctologica e della parete addominale.

In questi luoghi, in queste sale operatorie, in queste sale della speranza tante famiglie affidano ai medici di Antropoli e ad Antropoli stesso la speranza di poter continuare ad essere delle famiglie, di portare avanti la propria vita e contribuire a migliorare e a propiziare quella dei propri figli, dei propri nipoti. In quelle sale operatorie non si asportano, dunque, solo tumori assassini, ma si ricuce il tessuto lacerato dalla sofferenza, dalla incipiente paura del lutto, di una morte più o meno improvvisa, che lede e oltraggia gli affetti, ma, spesso, condiziona anche pesantemente la vita economica delle famiglie.

Quel reparto io, da giornalista, l’ho visitato anche di notte. E uscendo mi sono detto: ammirare una persona per quello che fa, per quello che dà e non solo per quello che dice, è un atto concreto di testimonianza civile. Ho chiesto molte volte ad Antropoli: ma scusa, dato che la tua carriera professionale l’hai costruita su una capacità e su un talento che in età ancora giovane ti ha condotto a diventare primario del Cardarelli, mi vuoi spiegare chi cavolo te lo fa fare di scapicollarti ogni giorno, dopo otto, dieci, spesso ventiquattro ore consecutive di reparto, di a metterti a visitare gratis, a Capua, le persone a casa loro, di  immergerti in lunghe, faticose, spesso stucchevoli riunioni con consiglieri, assessori e dipendenti del Comune di Capua, di ricevere decine e decine di persone che formulano le richieste più varie, più strane, dal proverbiale posto di lavoro per il figliolo che non ha avuto voglia di studiare, al contributo di cento euro per questo o quel bisognoso. Lui mi guarda e mi risponde: “Gianluigi, tu sei tanto intelligente e non capisci?”

Incasso e rimugino: ecco qui uno che della politica non ha bisogno e sta attaccato alla politica con le unghie. Diamine: la passione, una vanità del fare, volta a fin di bene. La determinazione a risolvere problemi della quotidianità della gente dopo aver tirato in tanti dalla fossa con l’uso quasi miracoloso del suo bisturi.

Mosca bianca, merce rara. Da uno come Antropoli la politica, se la politica avesse finalmente un po’ di coscienza civile, potrebbe ricominciare!

In bocca al lupo, Carmine.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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