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Il
CIRA ha in programma per dicembre di quest’anno il secondo
volo del suo veicolo spaziale supersonico senza pilota. Il
primo fu effettuato nel 2007. Si trattò dello sgancio da un
pallone stratosferico ad una quota di 20mila metri del
velivolo. Durante la discesa, della durata complessiva di 70
secondi, ad una quota compresa tra i 16 e i 10 km, si
effettuarono esperimenti con un manovra di richiamata
transonica gestita in maniera completamente autonoma dal
computer di bordo. Quindi è a questo che sono affidati i
primi importantissimi test. Si controllerà la telemetria, si
spingerà il veicolo ad una velocità massima di 1,2 mach e si
effettueranno manovre per sottoporre alla prova dei fatti
gli esperimenti compiuti in galleria del vento. Insomma
quello che decollerà sarà un vero e proprio laboratorio
volante. L’ing. Gennaro Russo, responsabile del programma
spaziale del CIRA, ha dichiarato che già da ottobre mezzi e
uomini necessari cominceranno a trasferirsi nella base
lancio in Sardegna. Il volo è previsto per dicembre, ma in
questi casi quella climatica è una variante determinate, per
questa la finestre per il lancio è aperta da dicembre a
marzo. In abito ipersonico il CIRA porta aventi
contemporaneamente una collaborazione con l’Australia. Già
da qualche mese il Centro ha firmato un accordo di
collaborazione con l’University of Queensland.
L’accordo riguarda i programmi dei due enti, il suddetto USV
e l’HIFiRE australiano, in modo da sviluppare l’ipersonica,
in particolare attraverso l’allocazione di esperimenti
aerotermodinamici e UHTC Winglet CIRA sui voli HIFiRE
condotti dall’Università australiana, ma anche avvalendosi
di esperimenti dell’University of Queensland in PWT
su modelli in CMC con sensori embedded e la collaborazione
sulla diagnostica laser avanzata e spettroscopica ad
emissione sia per alta entalpia on-ground che per
esperimenti in volo. |