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Il
polo ospedaliero "Ferdinando Palasciano" di Capua continua a
navigare in cattive acque. Dopo le spinose questioni dei
mesi addietro, concernenti lo smembramento di tutto il
complesso operativo lasciando di conseguenza oltre 60mila
persone prive di un'assistenza sanitaria di riferimento,
negli scorsi giorni alcuni provvedimenti hanno fatto sì che
il lavoro dei dipendenti fosse invalidato dal trasferimento
dell'unica anestesista che prestava servizio a Capua.
IL TRASFERIMENTO E
LA PROTESTA -
Una missiva firmata
dai responsabili dei vari reparti del nosocomio capuano,
infatti, è stata inoltrata al direttore del polo ospedaliero
di Capua e Santa Maria Capua Vetere, al commissario
straordinario dell'Asl di Caserta, al sub commissario del
distretto provinciale dell'Asl, al sindaco di Capua, Carmine
Antropoli, al prefetto di Caserta e, in via puramente
informativa anche alla procura della Repubblica della città
di Santa Maria Capua Vetere. L'oggetto di tale missiva è la
richiesta immediata della sospensione del provvedimento che
prevede il trasferimento della dottoressa Maria Antonia
Schettino, anestesista, trasferita presso il polo
ospedaliero di Santa Maria Capua Vetere. In mancanza di un
medico anestesista, infatti, non potranno essere espletate
le attività chirurgiche all'interno del nosocomio capuano.
Rimarranno così senza un anestesista tutte le 350 persone
che avevano bisogno di un intervento di
otorinolaringoiatria, di urologia e di oculistica, i 5
pazienti ricoverati presso il reparto di ortopedia e i 7
pazienti affetti da patologie gravi che sono in degenza
presso i reparti del Palasciano. Purtroppo, dunque, in
mancanza di un medico anestesista non sarà possibile
effettuare nemmeno un'operazione di routine. "I pazienti
vengono lasciati in balia di se stessi, senza aver ricevuto
nemmeno un preavviso del trasferimento della dottoressa",
affermano i responsabili dei reparti ospedalieri attivi a
Capua. "Dopo aver smembrato la maggior parte dei nostri
reparti, seppur dotati di macchinari di ultima generazione e
di tutto il personale specializzato nell'utilizzo degli
stessi, ci viene tolta anche l'unica anestesista della quale
disponevamo, lasciandoci completamente impossibilitati nello
svolgere le nostre mansioni", continua il personale
infermieristico. Dopo che nel giro di pochi mesi l'ospedale
Palasciano era stato privato del pronto soccorso, del
reparto di pediatria e di maternità, vengono rese
materialmente impossibili anche le operazioni chirurgiche.
"Trasferire tutto presso l'ospedale Melorio è una follia,
innanzitutto per una questione logistica poiché il nosocomio
capuano raccoglie i pazienti provenienti da Capua, che sono
all'incirca 20.000 persone, e tutto l'hinterland, dunque
Bellona, Vitulazio, Triflisco, Camigliano, Pastorano e tutti
quei paesi che non sono compresi nel distretto di Teano",
affermano i medici che operano all'ospedale, e continuano
affermando: "Purtroppo giorno dopo giorno veniamo messi in
condizione di non poter più svolgere il nostro lavoro". Per
cercare di sollevare le sorti del nosocomio capuano il
personale ha deciso volontariamente di prolungare l'orario
di lavoro gratuitamente e di ridurre la durata delle ferie.
Un comportamento stacanovista che rivela il grande amore che
i medici e il personale non medico impiega nello svolgimento
del proprio lavoro. La richiesta dei medici e del personale
infermieristico è chiara: vogliono semplicemente svolgere la
professione per la quale hanno studiato. Il trasferimento
della dottoressa Schettino invalida ogni tentativo di
metterlo in atto. |