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Il simbolo
del degrado che attanaglia non solo la stazione ferroviaria
di Capua, ma anche lo spazio circostante, è il cippo
commemorativo dei ferrovieri caduti in servizio. Imbrattato,
circondato d'erba e poco curato, la dice lunga sullo stato
dei luoghi. Frequentata da centinaia di viaggiatori, per lo
più studenti e pendolari del lavoro, la stazione, al di là
della recente tinteggiatura, offre uno spettacolo poco
decoroso, né tanto meno ci sono servizi che ne compensino il
degrado ambientale. A cominciare dai mezzi di trasporto
pubblico. Ne sanno qualcosa le numerose reclute che a Capua
frequentano i corsi presso il Raggruppamento Unità
Addestrative dell'Esercito, costrette a farsi parecchi
chilometri a piedi quando vanno o tornano dalle licenze. Già
nei giorni feriali e nelle ore di punta, è difficile trovare
la navetta del trasporto urbano, va molto peggio nei giorni
di festa e nelle ore serali, quando i soldati rientrano in
caserma. Sono costretti a mettersi a tracolla gli zaini e
percorrere a piedi il lunghissimo tratto tra viale Ferrovia
e via Brezza, sede appunto del Rua. «Si parlava di portare
nel piazzale della ferrovia il capolinea dei minibus - dice
un esercente della zona - ma nulla è stato fatto. Pensate
come se la passano male quei viaggiatori che scendono a
Capua e devono raggiungere il centro della città. Senza
contare lo spettacolo che offre la zona circostante la
stazione». In effetti, a prescindere dalle erbacce che
invadono gli spazi, compreso un parcheggio mai entrato in
funzione, nel piazzale dove sostano le macchine dei
pendolari c'è di tutto: cani randagi, cumuli di immondizia,
marciapiedi sporchi, residui ferrosi di panchine tolte. Una
terra di nessuno che di sera diventa proprietà di rom dediti
a rovistare nei cassetti della spazzatura e che buttano
ovunque i sacchetti poco interessanti. Questo il biglietto
da visita che accoglie quanti vengono a Capua col treno e
che vivono i residenti. |