|
Una
vera e propria bomba ecologica. Lo sono i quasi sei milioni
di tonnellate di ecoballe sparse in giro per la Campania e
in attesa di essere smaltite. Ma dove si trovano questi
famigerati prodotti dell’emergenza rifiuti che per anni ha
attanagliato la regione? Il sottosegretario Guido Bertolaso,
con l’aiuto dei suoi uffici, ne ha tracciato una mappa
aggiornata, contenuta nella relazione inviata al Parlamento
(in cui si parla di «presunte» balle proprio perché è assai
complesso delineare un quadro chiaro della situazione): a
ospitarne un numero record sono soprattutto le località di
Taverna del Re a Giugliano e Lo Spesso a Villa Literno (un
milione e mezzo di balle ciascuna). Seguono l’area Asi a
Caivano (304mila) e l’area dell’Aversana, sempre a Giugliano
(189mila). Ma, dal 2001 a oggi, tanti depositi sono sorti da
una parte all’altra della Campania: nel Casertano si trovano
a Marcianise, Santa Maria La Fossa, Capua e San Tammaro; in
provincia di Napoli - oltre al mega-serbatoio di Giugliano -
si contano Terzigno, Caivano, Acerra e Marigliano. Veniamo,
poi, al Salernitano dove sono stati allestiti i siti di
Nocera Inferiore, Eboli, Battipaglia e Persano. Infine
l’Avellinese con Pianodardine e Flumeri e il Beneventano con
Casalduni e Fragneto Monforte. Il tutto per un totale di
oltre 4 milioni di pezzi. Il problema è dove portarli o come
eliminarli. Secondo i calcoli del commissariato
straordinario il termovalorizzatore di Acerra, una volta a
regime, potrà smaltire 219mila tonnellate all’anno.
Considerando gli altri tre inceneritori (una volta che
entreranno in funzione), il totale annuo di balle raggiunge
le 900mila tonnellate. Per portare a termine l’operazione,
dunque, occorreranno almeno dieci anni, salvo imprevisti.
Ecco perché il sottosegretario Bertolaso e gli esperti del
settore si stanno interrogando sul da farsi cercando di
trovare una soluzione alternativa. Sono in corso contatti
con le più importanti imprese del settore, anche a livello
internazionale, per verificare l’applicazione di nuove
tecnologie. Non si esclude, in futuro, neppure un possibile
trasferimento delle balle in altri paesi europei o
addirittura al di là dell’Atlantico, in America. |