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Il
Natale non è fatto solo di regali, cenoni e consumismo, ma
c'è anche chi sa trasformare questa Festività così
importante in impegno sociale a favore degli ultimi. E così,
che proprio in questa giornata un forte messaggio sociale e
di solidarietà è stato lanciato proprio dalla cittadina
alifana, teatro nei giorni scorsi del fenomeno-piaga sociale
del randagismo. Il problema fu sollevato proprio dalla
testimonial della Pace
Agnese Ginocchio,
in seguito ad un fatto accaduto alla stessa in prima
persona. Dopo l'articolo di denuncia lanciato da Agnese
Ginocchio e inviato alle redazioni dei giornali internet, "a
cui va un sentito e doveroso ringraziamento per aver dato
voce alle problematiche sociali del territorio", pare che si
sia immediatamente messo in moto un meccanismo di
solidarietà, grazie al miracolo internet, attraverso una
rete di collegamenti e di aiuti insperati. Il primo a
rispondere all'articolo di denuncia lanciato dalla Ginocchio
è stato un attivista appartenente ad un gruppo di animalisti
di Capua, si tratta del dott.
Vincenzo Caporale,
impegnato da anni nella lotta al randagismo e per la tutela
dei cani abbandonati. Il giorno di Natale il dott.
Caporale in seguito ad accordi presi con l'ambasciatrice di
Pace Agnese Ginocchio, si é recato ad Alife per analizzare
da vicino il caso del cane abbandonato storpio, avvistato
dalla testimonial della Pace nella giornata di Domenica
scorsa 21 Dicembre sulla strada provinciale
Alife-Dragoni,
quasi all'altezza del distributore della Repsol. Il dott.
Caporale aveva anche manifestato la propria volontà a
portare via la bestia per riporla in un rifugio sicuro e
offrirgli cura. Agnese Ginocchio il giorno successivo al
fatto accadutole nella giornata di domenica, segnalò
immediatamente all'amministrazione comunale di Alife il caso
del cane abbandonato. Il sindaco assicurò che avrebbe
immediatamente inviato i vigili urbani per prendere la
bestia e condurla in un canile della zona. Purtroppo nulla è
stato ancora fatto. Il cane pastore tedesco il giorno di
Natale si trovava ancora in quel posto. L'unico a prendersi
cura di lui e a non lasciarlo abbandonato al proprio
destino, è stato il proprietario della casa di fronte al
distributore della Repsol. "Questa zona"-
ci avevano riferito i residenti delle abitazioni limitrofe
che si stanno prendendo cura dei randagi randagi- "é
diventata un ritrovo di cani usati, sfruttati e poi
abbandonati da padroni senza scrupoli. Abbiamo cercato di
segnalare più volte il fatto all'amministrazione comunale,
purtroppo senza alcun riscontro positivo. Ad oggi infatti,
come potete vedere non è stato fatto nulla di nulla, i cani
sono tutti qui e noi per compassione ci stiamo prendendo
cura di loro per non lasciarli morire in balia di un immane
destino". La Legge prevede di chiamare la Polizia Municipale
la quale a sua volta ha l’obbligo di far intervenire l’ASL
di competenza, ma finora il comune di Alife non si è ancora
impegnato a dare una sistemazione definitiva alle
bestiole. I soliti ritardi e distrazioni... Per fortuna non
tutti i mali vengono per nuocere. Infatti all'appello della
Testimonial della Pace Agnese Ginocchio si è mossa la
società civile. Dopo il dott. Vincenzo
Caporale
da Capua, anche un'altra associazione matesina per la tutela
dei diritti dei cani randagi presieduta da
Pier Angelo Fontana, dopo
essere venuta a conoscenza del caso del cane abbandonato di
Alife, ha contattato immediatamente Agnese Ginocchio
spiegando il percorso da seguire in questi casi. Ma non
solo: anche dal nord Italia, dalla Liguria precisamente, la
sign.ra Annamaria
Gavacciuto,
volontaria animalista, ha immediatamente scritto alla
Ginocchio chiedendo alla stessa di provvedere per
un'immediata visita veterinaria al povero cane ammalato.
"Sempre di più mi si rafforza l'idea"- ha dichiarato
la tenace donna di Pace alla nostra redazione- "che il
cambiamento verrà non dall'alto (politica & d) bensì
dall'impegno della società civile attiva e responsabile, che
si muove, scende in campo per costruire rete e movimento per
la difesa dei propri diritti, per la difesa della
propria vita e per la difesa infine del bene comune, bene di
tutti. Bisogna muoversi e lavorare... Da questa mossa
dipende infatti il futuro della nostra civiltà. Un' Appello
alle istituzioni "-ha intimato infine Ginocchio-"ad essere
più attenti e più presenti alle problematiche sociali, ad
assumersi infine tutte le responsabilità come prevede la
regola del caso in oggetto, e a scendere in campo senza
tentennamenti". (Fonte:
Comunicato stampa da
red. cronaca Alife) |