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Una
guardia giurata infedele dietro i ripetuti furti di rame
degli ultimi giorni alla Nuova Conato, azienda dell’area
industriale di Pignataro Maggiore in cui il 21 febbraio di
quest’anno, un commando di almeno 13 rapinatori riuscì a
portar via, su due tir, bobine di «oro rosso» per un valore
di 800mila euro. Fu il più grande colpo di questo tipo in
Italia, tanto di costringere il presidente della Getra,
gruppo che controlla lo stabilimento pignatarese, a
minacciare di lasciare l’area senza interventi su
infrastrutture e servizi. «Qui siamo in balia dei banditi»
disse Marco Zigon, convinto a restare solo dopo che si riunì
in tutta fretta in prefettura un comitato per l’ordine e la
sicurezza pubblica in cui il comune di Pignataro e il
Consorzio Asi garantirono interventi di recinzione
dell’area. Questa volta, però, il pericolo è arrivato
dall’interno. L. B., cinquantasettenne residente a Caserta,
guardia giurata incensurata della Coop. Terra di Lavoro, da
qualche giorno aveva iniziato infatti a far sparire
parecchie decine di bobine di rame, immortalato, però, dalle
telecamere di sorveglianza interne dello stabilimento. Il
ladro, piuttosto maldestro, non aveva fatto caso agli
impianti; era inoltre convinto, sbagliando, che nessuno gli
attribuisse quegli ammanchi. Ma le segnalazioni sono
comunque pervenute ai carabinieri di Capua che sabato
mattina hanno sorpreso il vigilante mentre caricava sulla
sua auto venti bobine di rame che, rivendute, avrebbero
fruttato circa 5000 euro. L’uomo è stato così arrestato; in
caserma ha potuto visionare le immagini delle telecamere
interne dello stabilimento che lo hanno ripreso in altri due
furti; tra l’altro, è verso di lui, unico soggetto
autorizzato di notte a entrare nella fabbrica, che si erano
immediatamente soffermate le attenzioni degli investigatori;
le indagini accerteranno anche se B. abbia agito da solo o
su commissione. |