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Il
Tema Nazionale che il Comitato Direttivo Centrale Fidapa, su
proposta delle sezioni d’Italia, e sotto la sollecita cura
della Vicepresidente nazionale dott.ssa Giuseppina Seidita,
ha prescelto per il Biennio 2008/9 è riferito al “Rispetto
per la donna”, inteso nelle accezioni più ampie ed
articolate. La sezione Fidapa di Capua ha inteso promuovere,
presso Ex Libris di Palazzo Lanza, un incontro-convegno
toccando alcuni aspetti salienti della vita in famiglia e
delle patologie che possono conseguire a causa di una
distorta relazionalità. Gli esperti che si sono cimentati in
questa prova di comunicazione sono stati: il giovane
avvocato Paola Grimaldi che ha affrontato le problematiche
legate al mobbing familiare e coniugale. La brillante
relatrice ha affermato che nei Centri antiviolenza le
statistiche parlano di dati italiani simili a quelli
rilevati nella media europea. La violenza psicologica sulle
donne interessa tutte le classi sociali ed una donna su
quattro è maltrattata dal partner. Il primo passo importante
per contrastare i maltrattamenti non visibili è dato dalla
codificazione della Legge 154 del 2001 che ha sancito i
segni e le conseguenze giuridiche della violenza morale. Il
primo Paese ad aver affrontato l’argomento mobbing, anche
nel lavoro, è stato la Svezia, mentre in ambito accademico è
sorta una branca della criminologia relativa al mobbing
familiare. La relatrice ha poi, rimarcato la valenza delle
prove per ottenere il riconoscimento ed il risarcimento del
danno, evidenziando la difficoltà di documentare gli abusi,
ma anche il mancato coraggio della denuncia. La dott.ssa
Angela Veneruso, Counselor-vice presidente ASPIC di Caserta,
invece, ha insistito sulla opportunità di ristrutturare la
personalità dei soggetti, ricordando che il rispetto è un
sentimento di stima verso sé e verso gli altri e
l’importanza terapeutica del potenziamento del controllo
delle emozioni. Spesso una personalità fragile entra nella
spirale dei disturbi del comportamento alimentare quali
l’anoressia e la bulimia a causa della impossibilità di
gestire un cambiamento subendo in modo impotente il potere
esterno. E’ necessario, quindi, che in famiglia vi sia il
rispetto dei ruoli e della corretta comunicazione. Don
Gianni Branco, infine, teologo e parroco della chiesa di S.
Filippo e Giacomo, ha imposto un titolo assai suggestivo
alla sua disamina: “Il Risorto e la donna”, sottolineando
che la solitudine va vinta in quanto nella identificazione
del sé è necessario passare prima attraverso gli altri. Ha
ripercorso la valenza della donna nel Cristianesimo, a
cominciare dalla scelta di Gesù di manifestarsi, dopo la
resurrezione, proprio a delle donne. Inoltre, ha evidenziato
la centralità della figura femminile ed il ruolo della donna
nella storia della salvezza, da Maria a Maria Maddalena, su
cui Dan Brown ha fatto riflettere e discutere negli ultimi
anni, da Ester a Giuditta che bene hanno rappresentato il
senso del protagonismo muliebre. |