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Nonostante
le varie segnalazioni ai vertici istituzionali dello Stato e
della Regione fatte dal sindaco di Capua, Carmine Antropoli,
l'ex campo profughi continua ad essere terra di nessuno. A
niente valgono gli sporadici blitz effettuati dalle forze
dell'ordine e la popolazione che abita nelle immediate
vicinanze dell'immensa struttura vive nella paura di atti
criminosi, oltre che a rischio igienico-sanitario. Rifiuti,
vegetazione spontanea, animali di ogni specie e materiale di
provenienza furtiva furono rilevati alcuni mesi fa durante
un intervento del comando della polizia municipale che
segnalò la cosa alla Procura della Repubblica. «C'è bisogno
dell'intervento delle forze di polizia - dice l'assessore
comunale all'Ambiente, Marco Ricci - per lo sgombero forzato
di tutti gli occupanti extracomunitari abusivi ormai
arrivati a varie centinaia e del ministero delle
Infrastrutture per l'abbattimento dei fatiscenti edifici,
tra l'altro anche pericolosi per chi li occupa. Il Comune
può ben poco con le sue casse: l'unico intervento che
possiamo sostenere è la chiusura degli accessi che faremo
nelle prossime ore». Insomma, nell'attesa che l'area venga
utilizzata per la costruzione del nuovo ospedale che accorpi
quelli esistenti di Capua e S. Maria, così come prevede il
piano ospedaliero regionale, l'ex campo profughi continua ad
essere una sorta di casbah occupata dagli extracomunitari.
«Sicuramente la cittadinanza è stanca di certe situazioni -
aggiunge Ricci - ma, principalmente, dei pericoli che l'ex
campo profughi rappresenta. Perciò chiediamo ancora una
volta alle istituzioni sovracomunali un intervento
risolutivo che possa bonificare l'area e ridare serenità ai
capuani».
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