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La
città di Capua è da sempre terra di uomini illustri ed eroi
ed ora, insieme al suo cittadino più illustre, quell’Ettore
Fieramosca, di cui lo scorso 13 febbraio 2008 si è celebrato
il 505° anniversario della disfida di Barletta, annoveriamo
un altro capuano illustre: si tratta del 1° C.M. Pane
Giovanni, alpino paracadutista del 4° Reggimento di stanza a
Bolzano. Pane è nato a Capua il 26/09/1982 e vive a Sant’Andrea
Del Pizzone. È entrato nell’Esercito nel 2001, come
Volontario in Ferma Annuale, prestando servizio nel 2° RGT
Genio Guastatori di Trento. Successivamente, nell’aprile del
2003, dopo aver vinto il concorso a ferma triennale, ha
frequentato il R.A.V. di Capua. Qui ha chiesto di svolgere
le selezioni per il 4° RGT Alpini Paracadutisti e dopo la
scuola di specializzazione ad Aosta, è giunto a Bolzano. Qui
ha svolto tutti i corsi previsti per conseguire la qualifica
di RANGER, qualifica acquisita nel 2005. Giovanni Pane ha
già diverse missioni sulle spalle, compresa quella in
Afghanistan. Abbiamo posto alcune domande al giovane Ranger,
corpo d’elite del nostro Esercito, al pari dei parà della
Folgore. D. Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto ad
intraprendere la carriera militare nell’E.I.? R. In primo
luogo il desiderio di avventura, la voglia di scoprire i
miei limiti cercando uno stile di vita diverso da quello che
avevo prima. Anche per questo ho fatto le selezioni per gli
alpini paracadutisti, e qui, posso dire di aver trovato
quello che cercavo!” D. I tuoi familiari come hanno preso la
tua scelta professionale?” R. Bene, non mi hanno mai
ostacolato nelle mie scelte, bisogna anche considerare che
avere un figlio che serve nelle forze armate del proprio
paese inorgoglisce molto”. D. E quali sono le tue
aspirazioni future?” R. Sicuramente accrescere il mio
bagaglio professionale, il lavoro, di suo è molto
interessante ma tocca campi molto vasti e solo lo studio e
il continuo addestramento garantiscono la giusta
preparazione e la forma mentis adatta ad affrontare le più
svariate situazioni.” Sul campo personale al momento non ho
particolari aspirazioni, c’è un tempo per ogni cosa,
sicuramente un domani mi vedo un felice padre di famiglia!”
D. Cosa hanno aggiunto al tuo bagaglio personale le missioni
all’estero ?” R. Il mondo è bello perché è vario! Ogni
missione mi ha dato qualcosa, soltanto visitare luoghi nuovi
e dei quali sapevo veramente poco mi ha fatto capire che il
mondo è pieno di gente che come noi in Italia, lavora,
costruisce e vive una vita piena di dignità per quanto il
clima, la religione e le usanze diverse li portino a
condurre uno stile di vita lontano dal nostro. In
conclusione, mi hanno fatto vivere esperienze che in Italia
non avrei mai potuto vivere, facendo di me un uomo più
completo!”. |