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Da: Casertanews


Capua: Linguaggi e Linguaggi: Livio Marino e A. Pozzuoli da Ex Libris

 

La critica d'arte, della osservazione mirata alla comprensione delle potenzialità espresse dal puro gesto creativo, esige il silenzio, necessità di lunghe pause riflessive e, soprattutto, ha bisogno di un supporto indispensabile: la memoria storica. Il ricordo, l'acquisizione delle immagini di un passato abbastanza recente, è proiettato verso l'espletamento di rinnovate sensibilità, volte alla definizione di contemporanee emozioni "antropiche". L'insieme di tali condizioni trova ragion d'essere nel completamento espositivo, determinato dall'utilizzo d'adeguati spazi allestitivi. Le suddette priorità culturali sono ben presenti nella mostra "Linguaggi e Linguaggi", tenutasi presso il Caffè Letterario "Ex Libris" di Capua, degli autori Livio Marino Atellano e Anna Pozzuoli. La loro arte forma un "binomio inscindibile", frutto dell'incontro di una serie di esperienze pregresse, maturate dalla continua meditazione di differenti tecniche artistiche. Non a caso l'esposizione è caratterizzata da un percorso tracciato da vecchi ed aggiornati esempi pittorici e scultorei, nonché da suggestive e concettuali installazioni. Le opere di Anna Pozzuoli sono la testimonianza tangibile del mutamento formale del linguaggio che diventa parola fino ad assumere l'entità di un corpo regolare/irregolare, plasmabile di continuo ed interattivo con il mondo che lo circonda. Le "materie" dell'artista si muovono nello spazio, sono fluttuanti e si spingono verso lo sguardo incredulo e confuso dello spettatore, assumendo la solidità di una lingua che, appunto, parla "attraverso il silenzio". La verve scultorea dell'autrice prende vigore, inoltre, negli stilizzati graffiti recati sul supporto metallico, in cui vengono incise frasi, simboli, segni ancestrali e numeri evocanti i più sorprendenti trattati cabalistici. L'intera composizione si ammanta di sensuali linguaggi, il cui significato è da ricercare nel profondo apparato iconologico insito nell'inconscio della Pozzuoli. Livio Marino è una "icona" vivente, i suoi lavori sono il risultato della sua personale, nonché quarantennale, ricerca nel campo delle avanguardie. L'Atellano ha attraversato, con la sua arte, tutti gli anni Sessanta, Settanta, e quelli successivi, fino a giungere al XXI secolo, esprimendo un linguaggio sempre più originale ed attento alle differenti soluzioni sollecitate dai movimenti artistici internazionali del Novecento. Le competenze acquisite nel corso degli anni l'hanno indirizzato verso la creazione di moduli scultorei e pittorici aventi l'innata carica ideologica dell'uomo campano, figlio della "felice Terra" cantata da Virgilio. I suoi dipinti, eseguiti ben Venti anni fa, rappresentano il dichiarato manifesto di una pittura legata ai dettami della "Transavanguardia", ma caratterizzata da iconografie partenopee o più propriamente campane. Gli angeli di Livio, figure, spesso, rappresentate come dei demoni o come dei pulcinella "indiavolati" cadono dal cielo o fuoriescono dalla bocca del Vesuvio. La composizione materica dei quadri ha una valenza altamente estetica, gli accenti lirici dei soggetti rappresentati sono l'effetto di una serie di leggiadre pennellate esaltate da colori vivi e da tonalità misurate. Gli angeli balzano da una parte all'altra, sanciscono, tramite le loro acrobatiche movenze, una comunicazione nuova e del tutto autentica. Lentamente invadono, anche con un fare ironico, le opere della Pozzuoli, quasi a dimostrare che non necessariamente l'arte deve essere espressione di più linguaggi, ma di un solo linguaggio. Gli stati emozionali però non hanno fine, la mostra continua rendendo la sede ospitante, il settecentesco Palazzo Lanza, una sorta di "wunderkammer", in cui si riscoprono i valori della antica religiosità campana; si materializzano così, senza preavviso, custodite in un hortus conclusus, le sue "madri campane", pregevoli opere scultore in terracotta, da anni emblema poetico della sua arte.

Per informazioni scrivi a: redazione@capuaonline.com

 

 

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