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Di:
Mariangela Piccolomo
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Corriere di Caserta |
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Capua:
Campo
profughi, il Comune chiude i varchi |
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L' ex campo
profughi |
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Una
vera e propria bomba ad orologeria il campo profughi di
Capua. Una zona ad alto rischio delinquenza e degrado che in
più occasioni si è trasformata in scenario di episodi di
criminalità. L’amministrazione comunale di Capua più volte
ha chiesto l’intervento della Prefettura tramite il Comando
della polizia municipale
per denunciare lo stato di emergenza sanitaria e di
pericolosità in cui versano bambini, donne e anziani
appartenenti al gruppo di stranieri presenti in maniera
abusiva nel campo profughi. La situazione è stata
portata all’attenzione di tutte le autorità dalla Procura
della Repubblica al Ministero delle Infrastrutture fino ad
arrivare al tribunale dei minori e i carabinieri per avere
un aiuto al fine di mettere in sicurezza l’area e
soprattutto di bonificarla. Tutto ciò considerato che si
tratta di una zona a rischio molto ampia che si estende su
circa 77 ettari di terreno, ovvero, 770mila metri quadrati
di struttura. Ma fino ad oggi tutto tace e mai nessuno ha
risposto alle richieste del Comune. Pochi giorni fa si è
tenuta una riunione dove l’amministrazione comunale di
Capua, con le proprie risorse, la settimana prossima andrà a
chiudere i varchi per evitare l’ingresso di nomadi e zingari
nonchè di altre persone che in maniera clandestina abitano e
svolgono attività di microcriminalità diffusa.
“La
struttura ha bisogno immediatamente delle forze di polizia e
della Prefettura per l’evacuazione immediata di queste
persone e ha bisogno del Ministero per le Infrastrutture per
l’abbattimento delle strutture fatiscenti che sono in uno
stato di assoluta inagibilità e pericolose per chiunque
cerca di viverci
–
commenta l’assessore all’Ambiente
Marco Ricci
–
Il
nostro e quello di Santa Maria Capua Vetere sono due bombe
ecologiche ma nessuna delle autorità ci dà una risposta
concreta”.
Altro nodo della questione è il silenzio da parte dell’Asl,
aggiunge il delegato all’Ambiente, dopo un sopralluogo di
poco tempo erano emersi dati sconcertanti infatti, oltre la
sporcizia, il degrado e la presenza di rifiuti venne fuori
che nelle stesse abitazioni erano presenti anche escrementi
a causa della mancanza di servizi igienici funzionali e
acqua. Ancora una volta gli amministratori comunali chiedono
provvedimenti seri al fine di garantire lo sgombero di
un’area che rappresenta un pericolo sia dal punto di vista
delle infrastrutture e sia dal punto di vista igienico
sanitario. Ad aggravare la situazione è che la maggior parte
di queste persone non sono nemmeno censite. Le sole famiglie
censite che abitano nel campo profughi da oltre venti anni
sono appena sette e tutte di origine polacca ben conosciute
dalle autorità giudiziarie locali. Una situazione verso la
quale anche la cittadinanza capuana non intende più stare a
guardare e chiede a gran voce la predisposizione di
un’azione di forza finalizzata all’abbattimento nonchè alla
bonifica dell’intera area a rischio. Dalla settimana
prossima, annuncia Ricci, le cose inizieranno a cambiare. |
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