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Un
festival della lingua e dei linguaggi nel luogo simbolo dove
fu ufficializzato, anno 960, il definitivo passaggio dal
latino all'italiano. CAPUA - la città del placito con
l'incipit più famoso, «Sao ka kelle terre», citato in tutti
i manuali di letteratura italiana - ospita per il quarto
anno consecutivo «Il luogo della lingua», quattro giorni di
parole e musica organizzati dall'associazione Architempo e
dedicati alle diverse declinazioni del linguaggio. Che non è
solo quello letterario tant'è che a inaugurare la rassegna,
oggi alle 19.30, saranno Livio Marino Atellano e Anna
Pozzuoli che con le loro opere (pitture, sculture,
installazioni) e il contributo critico di Massimo Sgroi
«contamineranno» gli spazi dell'Ex Libris a Palazzo Lanza
dove da sabato sarà allestita anche la mostra fotografica di
Anna Maria Speltra «Note di jazz». Questa mattina sarà
invece Palazzo Antignano, sede del Museo Campano, ad
ospitare il convegno «Stupor Mundi: Federico II o l'elogio
dello scarabocchio». È il primo di più appuntamenti dedicati
al territorio e alle tracce che la storia vi ha impresso: il
più suggestivo (su progetto di Giuseppe Bellone e Anna
Solari) è un percorso nel centro storico alla scoperta di
palazzi e giardini, chiese e caserme per rintracciare il
linguaggio espresso dalla città attraverso i secoli. Ampio
spazio, ovviamente, alla parola. Che resta lo strumento più
duttile: sa colorarsi di ironia (il concerto-spettacolo
della Banda Osiris, la tavola rotonda col maestro D'Orta e
altri umoristi napoletani, il teatro ragazzi della
Mansarda), sa essere rigorosa per raccontare i trent'anni
dall'omicidio di Moro (Valerio Lucarelli che presenta
«Segreto di Stato») o l'uccisione della giornalista russa
Anna Politkovskaja, sa costruire narrazioni affascinanti
come «Mille anni che sto qui», la lunga saga familiare con
la quale la scrittrice lucana Mariolina Venezia ha vinto il
Campiello 2007. E sa sferzare le coscienze come fa «Itagliani!»,
il testo teatrale di Antonella Cilento che Margherita Di
Rauso porta in scena domenica alle 21.30. Un altro grande
affabulatore, Erri de Luca, partecipa al «Luogo della
lingua» (venerdì alle 21.30) con un'avventura fra parole e
musica che lo vede esibirsi alla chitarra (quella portante
la suona Fausto Pellegrini, la voce è di Aurora De Luca),
declamare poesie di Nazim Hikmet o Marina Zvetaeva e intanto
raccontare storie di emigrazione, natura e amore, ripescare
un vecchio brano di Sergio Endrigo che sogna di trasformarsi
in albero, intonare una melodia napoletana. Magari
inframezzando il tutto con una citazione dall'Antico
Testamento o dai Vangeli. Il cartellone completo della
rassegna, troppo fitto per citarlo tutto, è su
www.architempo.it. Il che impone di ricordare almeno
l'appuntamento dedicato al popolo degli internauti: «La
lingua dei blogger» con Paoletta Pelagalli, speaker di Rtl e
capuana di nascita, che incontra tre giovani autrici che si
son fatte le ossa in rete, Carolina Cutolo, Saradisperata e
Manuela Blasi. |