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È
stato un grande successo, superiore alle aspettative, il test presso
il CIRA di Capua di un ala per volo ipersonico realizzata con
tecniche innovative a livello mondiale messe a punto da Thales
Alenia Space Italia e dalla Scuola di ingegneria aerospaziale di
Roma nell’ambito del programma di sviluppo tecnologico ASA (Advanced
Structural Assembly) dell’Agenzia spaziale italiana (ASI).
Si
tratta, del «primo il test in tunnel al plasma e in scala reale, di
una porzione completa di ala di velivoli extra-atmosferici che
voleranno nel prossimo futuro» e «della più impegnativa
simulazione di volo trans-atmosferico realizzata in Europa». Il
test è durato per circa 15 minuti, il che rappresenta un record
mondiale per un esperimento condotto in un tunnel al plasma. Le
temperature esterne hanno raggiunto i 1.000 gradi, compatibili con
un rientro orbitale, e quelle all’interno della protezione termica
sono sono rimaste al di sotto dei limiti massimi per il
funzionamento dell’elettronica posta all’interno dell’ala. Per
la parte non refrigerata, in ceramiche al carbonio-carbonio, il
risultato è eccellente, se si pensa che lo spessore complessivo era
di un paio di centimetri, ben inferiore a quello delle piastrelle
del rivestimento termico protettivo degli shuttle.
La
porzione d’ala sottoposta a prova era composta, per questa
configurazione di test, da un bordo d’attacco metallico
refrigerato attivamente e da pannelli in carbonio-carbonio,
vincolati a una struttura interna a deformazione controllata
mediante un sistema basato su elementi in metalli quali il tungsteno
rivestiti da un coating ceramico. «L’architettura del sistema –
ci ha spiegato Franco Fossati, responsabile Thales Alenia Space
Italia degli Advanced Projects - Transportation and Entry systems e
dell’esperimento - è stata concepita in modo tale da rendere
estremamente semplici le operazioni di integrazione e manutenzione,
ulteriore elemento qualificante in vista di applicazioni per un
veicolo spaziale riutilizzabile di nuova generazione, ma anche per
veicoli suborbitali e per veicoli civili e militari in grado di
volare a velocità ipersonica (oltre Mach 5), un ambito per il quale
negli Stati Uniti sta rinascendo un grande interesse». Questo
risultato ci pone all’avanguardia in Europa, possedendo EADS molte
tecniche ma senza averle mai sperimentate in un sistema completo e
«può rappresentare un punto di forza della nostra industria per la
conquista di attività primarie nella realizzazione di
un’eventuale veicolo spaziale pilotato europeo». Di fatti, si
legge nel comunicato «l’ottimo risultato ottenuto dal test ha
inoltre suscitato l’interesse di enti stranieri come NASA, CNES,
DLR».
L’importante
risultato, raggiunto dopo trenta mesi d’intensa attività, è il
frutto della collaborazione tra Thales Alenia Space Italia, la
Scuola di Ingegneria Aerospaziale, il dipartimento di Ingegneria
aerospaziale e astronautica diretto dal professor Mario Marchetti, e
centri di ricerca pubblici e privati. Tutta l’attività, sia di
progetto sia di costruzione, è stata svolta presso il laboratorio
SASLab del Dipartimento, dove hanno lavorato ricercatori,
dottorandi, assegnisti e contrattisti della Sapienza.
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