La
cooperativa Città Irene opera ormai da tanti anni sul
territorio cittadino e non solo, portando avanti progetti di
notevole valenza sociale, divenuti una peculiarità della
cooperativa che ne ha posto le basi, facendoli crescere
sempre di più. Tra essi va sicuramente ricordato il progetto
di Tutorato educativo.
<<Il servizio di Tutorato educativo – ha spiegato il
vicepresidente della Cooperativa Città Irene, dott. Savino
Compagnone - nasce con la cooperativa Città Irene
nell’ambito del progetto Momo’s della Legge 285 ed è stato
portato avanti per tanto tempo come valida alternativa
all’istituzionalizzazione dei minori. Quest’anno, però, il
Comune di Capua, in particolare la delega alle politiche
sociali, ha indetto una gara per l'assegnazione di alcuni
servizi tra cui il Tutorato educativo e l'Assistenza domiciliare agli anziani. La gara è stata vinta da un consorzio di cooperative
che non appartiene al nostro territorio. Il Tutorato
educativo all’inizio era stato escluso dal bando di gara
proprio perché veniva definito una peculiarità da parte
della nostra cooperativa, ma successivamente è entrato a far
parte del pacchetto di servizi messi a gara. Certamente,
anche se non avremo più in gestione tale servizio, la nostra
presenza sul territorio sarà attiva e soprattutto di
controllo, affinché le attività vengano svolte con la stessa
efficacia ed efficienza con la quale riteniamo di averle
portate avanti per dieci anni. Ovviamente c’è un po’ di
malcontento su una scelta amministrativa che probabilmente
poteva essere diversa o concertata in maniera tale che
realtà nate su questo territorio potessero continuare ad
essere uno strumento valido a supporto dell’amministrazione,
soprattutto in relazione alla conoscenza più capillare, più
approfondita del nostro territorio rispetto a qualsiasi
altra realtà che su di esso viene a porre in essere un
servizio>>.
Il dott. Compagnone ha poi posto l’accento sui benefici del
progetto di Tutorato educativo; un servizio che ha permesso
di evitare lo sradicamento dei minori dalla famiglia di
origine. <<Desidero ricordare – ha continuato il dott.
Compagnone - che il percorso del Tutorato educativo dal ‘99
ad oggi ha sicuramente fatto risparmiare a questo Ente
decine e decine di migliaia di euro, perché tale servizio ha
rappresentato una valida alternativa alla
istituzionalizzazione del minore, che in casa famiglia
o in una qualsiasi struttura comporta un costo fra i 70 e i
90 euro al giorno, mentre nel caso del tutorato educativo 20
euro al giorno. Inoltre, cosa ancora più importante, ha
dato la possibilità al minore di restare nella propria
famiglia, chiaramente con le opportune eccezioni in
relazione alle singole situazioni. La gara, in base alle
linee regionali e alla Legge 328 del 2000, fa riferimento ad
un bando aperto ai consorzi di cooperative. Oggi
tutte le amministrazioni si muovono in questa direzione. Ad
esempio la nostra cooperativa, in virtù di un’adesione ad un
consorzio, sta gestendo per alcuni comuni (Capua, Bellona,
Vitulazio, Pastorano e Camigliano) il servizio di Assistenza
domiciliare ai disabili, le Borse lavoro e la Pronta
accoglienza per minori in difficoltà. La nostra cooperativa
ha partecipato al bando di gara con un consorzio. Al momento
stiamo verificando se ci sono gli estremi per presentare
ricorso>>.
Il vicepresidente di Città Irene, infine, ha parlato del
Consiglio comunale dei ragazzi, un altro progetto della
cooperativa che però dopo tre anni ha visto un’interruzione.
<<Un’altra amarezza che esprimiamo – ha aggiunto il dott.
Compagnone – riguarda la sospensione delle attività del
Consiglio comunale dei ragazzi, che ha rappresentato
sicuramente un’innovazione all’interno di un territorio che
iniziava pian piano a sperimentare il significato di
politiche attive nei confronti dell’infanzia e
dell’adolescenza. Un percorso che è stato duro, impegnativo,
ma che ha portato a tre legislature. Siamo convinti che il
Consiglio comunale dei ragazzi sia uno strumento valido, che
nella prima annualità di questa amministrazione è stato
apprezzato per il lavoro svolto. Va ricordato ad esempio il
progetto per un’area verde, area che verrà realizzata in un
luogo diverso da quello indicato dal Consiglio comunale dei
ragazzi e senza chiedere ai ragazzi come vorrebbero che
fosse. Purtroppo
spesso
accade che si pensa di realizzare
qualcosa per i ragazzi senza chiedere la loro opinione. Il
Consiglio comunale dei ragazzi dava voce ai
ragazzi, dando vita a progetti in collaborazione con il
Consiglio comunale degli adulti. In questo senso – ha
concluso il dott. Compagnone - abbiamo chiesto al delegato
all’infanzia di porre attenzione alla problematica del
Consiglio comunale dei ragazzi, che potrebbe costituire una
buona opportunità per questa amministrazione di fare
veramente gli interessi dei più giovani>>.