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Il
Ministero della Difesa si priva della Caserma “Gorini San
Giovanni” e del “Bastione Sperone” per fare cassa. da molti
anni, infatti, già dai tempi dell’allora Ministro Martino –
che non si oppose ai tagli decisi dal Governo Berlusconi –
ed, sino all’anno scorso con il Ministro Parisi, il
Ministero della Difesa si trova a dovere fare i conti con le
ristrettezze economiche accusate dal suo dicastero. Per la
verità, con la legge finanziaria del 2008 sembra che si si
fermata l’emorragia di danaro sottratto alla Difesa,
ministero essenziale per il Paese sotto molteplici aspetti.
Il ministro Parisi, resosi conto che l’immenso patrimonio
immobiliare della Difesa ha continuo bisogno di interventi
manutentivi e di restauri e che ciò comporta l’esborso di
centinaia di migliaia di euro l’anno, sottratti
all’ammodernamento ed all’addestramento del nuovo Esercito
di professionisti, si sta privando di numerosi dei suoi
gioielli. La caserma “Gorini San Giovanni” ed il Bastione
Sperone” di Capua, senza contare numerose altre caserme
presenti in provincia di Caserta, sono i siti militari, non
più utili ai propri fini istituzionali, che il Ministero
della Difesa, con apposito decreto pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale – Serie Generale – nr. 293 del 18 dicembre 2007,
d’intesa con il Direttore dell’Agenzia del Demanio, ha, di
fatto, dismesso e consegnati alla stessa Agenzia del
Demanio. Con la sospensione della leva obbligatoria avvenuta
nel 2005 ed il relativo passaggio alla professionalizzazione
delle tre FF.AA., il Ministero della Difesa si è trovato con
una miriade di immobili (anche qualche faro della Marina)
non più utilizzabili per i fini istituzionali. Non potendo
tenere in vita un così grande numero di immobili che
richiedono una tale mole di denaro per la loro continua
manutenzione ed adeguamento (vedi quelli relativi alla legge
626), il Governo, da qualche anno, ha fatto partire il
passaggio di questi immobili dalla Difesa all’Agenzia del
Demanio (vedi la legge 326 del 27 dicembre 2003). In
particolare, l'art. 1, comma 263, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), recante disposizioni
urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione
dell'andamento dei conti pubblici, ai commi 13, 13-bis,
13-ter e 13-quater, detta norme in materia di immobili in
uso all'Amministrazione della difesa da dismettere. Il comma
13-bis del citato art. 27 del decreto-legge n. 269 del 2003,
prevede che il Ministero della Difesa individua i beni
immobili in uso all'Amministrazione della Difesa non più
utili ai fini istituzionali da consegnare all'Agenzia del
Demanio per essere inseriti in programmi di dismissione e
valorizzazione ai sensi delle norme vigenti in materia. Tale
politica di dismissioni, che si dovrebbe concludere nel
corso del 2008, porterà nelle casse del Governo qualcosa
come 4.000 milioni di euro. Non appena il Ministero della
Difesa avrà perfezionato il passaggio dei beni immobili in
uso non più utili ai fini istituzionali da consegnare, con
annessi e pertinenze, all'Agenzia del Demanio, le varie
Amministrazioni comunali fra cui quella di Capua potrà farsi
avanti per richiedere l’utilizzo dei predetti beni immobili. |