E' nota
la vicenda che da anni vede l'accorpamento tra i due
ospedali Palasciano e Melorio, rispettivamente di Capua e
Santa Maria C.V., a discapito del primo che ha
perso reparti sanitari molto importanti come Pronto soccorso,
Chirurgia, Ginecologia e Pediatria. Stiamo parlando di una
strategia politica, giustificata dalla necessità di una
razionalizzazione della spesa sanitaria regionale, che si
sta rivelando fallimentare. Mancano le risorse economiche
per costruire l'ospedale unico di Capua e Santa Maria C.V. e
l'offerta sanitaria di Palasciano e Melorio è
insoddisfacente.
Ultimamente
in Redazione sono giunte numerose lettere di cittadini che
chiedevano informazioni sulla questione sanitaria capuana. A tal
proposito abbiamo ascoltato il sindaco di Capua dott.
Carmine Antropoli per avere delle delucidazioni
sull'argomento.
<<Al
momento non ci sono fondi per la realizzazione del nuovo
ospedale - afferma il dott. Carmine Antropoli. Quando nel
2003 sono stati persi i finanziamenti nessuno ha fatto nulla
per impedirlo, neanche i consiglieri regionali. Non risulta
tra gli atti del consiglio regionale alcun loro intervento
da questo punto di vista. I finanziamenti dell'ex art. 20
sono ritornati quindi allo Stato. Nel 1997 è stato commesso
un grave errore nel programmare la dismissione dell'ospedale
Palasciano e la successiva chiusura del
Pronto soccorso. Ciò non ha comportato un
aumento dei pazienti del Melorio, anzi una
diminuzione e un conseguente ingolfamento dell'ospedale di Caserta>>.
Insomma, a
quanto pare, la scelta operata dall'Asl Ce2 non si è
rivelata felice dal punto strategico. E il Sindaco di Capua
lo asserisce senza alcuna remora, facendo anche una
previsione alquanto funesta sulle vicende sanitarie del
nostro territorio.
<<Da quando hanno
trasferito la ginecologia e la pediatria a Santa Maria C.V.
- spiega il primo cittadino di Capua -
c'è stata una riduzione del numero dei parti al Melorio. Dai
450 parti, che si effettuavano a Capua, si è scesi ai 250 al
Melorio. Questo conferma che la scelta di spostare i reparti
di Ginecologia, Chirurgia e Pronto soccorso a Santa Maria C.V.
si è rivelato un errore
strategico. E quale sarà la conseguenza di tutto questo?
Purtroppo, se non si attuerà un'opportuna razionalizzazione dei
due ospedali,
riequilibrando i reparti tra i due presidi, il primo verrà chiuso per
i soliti motivi di strategia politica e il
secondo verrà chiuso perché improduttivo>>.
Molto
interessanti sono anche le dichiarazioni che il dott.
Antropoli fa sugli attacchi politici che sta ricevendo in
merito alla questione dell'acquisizione del terreno dell'ex
Campo profughi, sul quale dovrebbe sorgere il nuovo
ospedale.
<<Oggi mi attaccano
sulla questione dell'acquisto del terreno dell'ex Campo profughi
- ha spiegato Antropoli. Mi dice perché dovrei consegnare
all'Asl un terreno quando quest'ultimo non dispone dei fondi
per realizzare il nuovo ospedale? Provocherei solo un danno
erariale al Comune di Capua acquisendo quel terreno. Mi
risulta che il sindacato, la Cgil Fp
provinciale,
per essere preciso, ha fatto affiggere un manifesto
nel quale si sottolinea che il
nuovo ospedale unico Capua-Santa Maria Capua Vetere non si
può costruire per
mancanza di risorse economiche e non perché manca il
terreno. Perché dovrei comprare un terreno
demaniale che la futura legge sul federalismo concederà
automaticamente ai comuni? Chi acquisterebbe un terreno,
spendendo 3 o 4 milioni di euro, sapendo che molto presto te
lo daranno gratuitamente? Se lo facessi arrecherei un danno
economico al Comune di Capua>>.
Il Sindaco, infine,
ha esplicitato con chiarezza la politica
dell'amministrazione comunale sulla sanità capuana. <<Adesso
la
nostra strategia politica - ha concluso Antropoli - è quella di riportare a Capua
i reparti ospedalieri che necessitano di sale operatorie: Chirurgia,
Ginecologia, Pediatria e Pronto soccorso; riequilibrare le
risorse umane che operano nel settore;
riconfermare i reparti attualmente funzionanti: Ortopedia,
Urologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria>>.