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Una
volta lo chiamavano ghetto, una parte della città destinata
ad accogliere i reieitti, gli emarginati. Oggi, a otto anni
dall’inaugurazione di un nuovo millennio, a Capua, bambini,
donne, uomini e anziani che vivono nella sporcizia, senza
luce o acqua e senza servizi sanitari a pochi metri dal
portone delle case dei residenti. Parliamo della Provinciale
di Sant’Angelo in Formis. L’ironia della sorte vuole che il
luogo sia indicato dai residenti come “ex campo profughi”,
quando all’interno, tranne poche famiglie di polacchi che
risiedono a Capua da ormai 30 anni e sono perfettamente
inseriti nel tessuto sociale, la scena è ancora quella di un
campo profughi in piena regola. Sono circa 200 i rom che
trascinano le loro vite con gli espedienti più vari. Dal
furto del rame, che mettono in pratica tagliando la guaina
dei collegamenti elettrici della pubblica illuminazione,
presso le strutture ferroviarie e al cimitero, alla raccolta
dei capi d’abbigliamento dall’immondizia. I vestiti
alimenteranno poi i mercatini abusivi, soprattutto nel
Napoletano. In piena emergenza si era diffusa tra i rom
l’abitudine di dare alle fiamme i cassonetti di rifiuti nei
quali avevano già rovistato, per non commettere l’errore di
rovistarvi nuovamente. Solo grazie alle segnalazioni dei
cittadini la polizia municipale ha fermato un moldavo,
responsabile dei roghi. Per rifornirsi di acqua ed
elettricità qualcuno cerca di “attingere” dai servizi
pubblici, collegandosi alla rete elettrica comunale. Qualche
giorno fa è stato segnalato addirittura il “furto” di acqua
dalla parrocchia locale, con un tubo di gomma, da parte dei
rom dell’ex campo profughi. Quando, poi, si fa sera, i
residenti hanno paura a camminare da soli. Furti e scippi
sono quasi all’ordine del giorno e l’allarme lanciato dai
cittadini cade nel vuoto. Negli ultimi tempi molti residenti
hanno segnalato anche un sospetto viavai di mezzi che
trasportano tronchi d’albero di alto fusto. In quella via
numerose sono i condomini e le abitazioni che sorgono sul
lato opposto al campo profughi, e nei giorni scorsi, fino a
sabato, i residenti hanno notato un’intensa attività di
taglio di alberi e che con mezzi di trasporto, i tronchi
sezionati sono stati portati via. In sostanza sospettano che
qualcuno stia approfittando dell’attività di pulizia e di
potatura del verde della zona autorizzata dalla Forestale di
Caserta, per rifornirsi di legna, magari alimentando anche
un commercio sotterraneo. Negli ultimi tempi, infatti,
l’amministrazione comunale ha disposto un intervento mirato
alla risistemazione del verde della zona, la potatura degli
alberi sani e la rimozione di quelli malati, al fine di
rendere anche più visibili gli insediamenti degli
extracomunitari nell’area. Le segnalazioni degli ultimi
giorni, però, si riferiscono anche alla presenza di mezzi
non contrassegnati dal logo di una ditta e di alberi
apparentemente in piena salute che, però, sono stai
abbattuti e portati via. Questa mattina alcuni cittadini
della zona si recheranno all’ufficio tecnico per saperne di
più e si preparano a presentare una denuncia ai carabinieri
per chiedere l’accertamento i dei fatti e prendere i dovuti
provvedimenti. |