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Chi
sono? Da dove vengo? Dove vado? I filosofi ci si arrovellano
da secoli, su questi dilemmi, e senza riuscire a trovare una
risposta che non venga immediatamente confutata. Intanto gli
altri, che filosofi non sono, li guardano con insofferenza:
ma questi lo sanno che qui non si arriva alla quarta
settimana del mese, non potrebbero occuparsi di cose più
concrete? E qui sta l’errore. Perché se i filosofi
l’avessero trovato, uno straccio di risposta, i capuani oggi
se la passerebbero molto meglio. Come, che c’entra? Provate
ad andarci voi in via Corte della Bagliva, traversa del
centralissimo corso Appio: il cartello è chiaro, direzione
obbligata e quindi si va a destra, ma di cartello ce n’è
pure un altro, ed è un divieto di accesso. Allora? A
sinistra no, divieto di svolta. Di fronte meglio evitare,
c’è un muro. Di tornare indietro non se ne parla: il corso è
senso unico. I capuani, ricchi di tradizioni ma non di un
background filosofico, risolvono a modo loro: fanno quello
che gli pare. Ma a chi venisse da fuori non resterebbe che
bloccare l’auto sotto quella folla di segnali e porsi,
nouveau philosophe, l’eterno interrogativo: dove vado? |